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Tav, Lorenzetti verrà interrogata martedì a Firenze. Marini: «Vicinanza a lei e alla sua famiglia»

Maria Rita Lorenzetti

Si terrà martedì 24 settembre davanti al gip di Firenze, l’interrogatorio di garanzia per l’ex presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine della procura fiorentina sui lavori della Tav con le accuse di  associazione per delinquere, corruzione e abuso d’ufficio. L’interrogatorio si svolgerà nel pomeriggio. La Lorenzetti, tramite il suo legale, ha già annunciato che risponderà alle domande del giudice.

Solidarietà della Marini Sulla vicenda rompe il silenzio Catiuscia Marini. «Il provvedimento restrittivo assunto dal gip di Firenze nei confronti di Maria Rita Lorenzetti – dice – non può non colpire tutti noi e l’Umbria, la terra nella quale lei ha svolto da protagonista importanti funzioni politiche ed istituzionali. Non è mio costume commentare in alcun modo indagini e provvedimenti della magistratura, della quale rispetto convintamente l’autonomia della funzione a garanzia di tutti i cittadini. Peraltro, si tratta di vicende che attengono a società nazionali delle quali non ho alcuna diretta conoscenza. La conoscenza che io e tanti protagonisti della vita politica e civile dell’Umbria abbiamo avuto negli anni con Maria Rita Lorenzetti – prosegue – mi portano ad esprimere con sincerità vicinanza e comprensione per lei e la sua famiglia, che vivono questi giorni con dolore ed angoscia. Sono certa – conclude la Marini – di interpretare i sentimenti di umana comprensione di tanti di noi impegnati in politica, ma anche di moltissimi cittadini dell’Umbria che hanno conosciuto Maria Rita Lorenzetti da amministratore pubblico e dirigente politico».

Cirignoni: «Che c’entra la sede di Bruxelles?» Intanto montano le polemiche in ambito politico a proposito del coinvolgimento, che emerge dalle intercettazioni, gli uffici della Regione Umbria a Bruxelles. «Riteniamo – afferma il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni – che la presidente Marini debba quanto prima riferire in Aula sul ruolo avuto nella vicenda dagli uffici della Regione Umbria a Bruxelles. A quanto si apprende dalla stampa, che riporta ampi stralci dell’ordinanza di custodia cautelare della Lorenzetti, gli uffici della sede umbra di Bruxelles per i rapporti istituzionali con l’Unione Europea sarebbero coinvolti nell’attività illecita contestata dall’accusa». Cirignoni fa sapere di aver presentato un’interrogazione a risposta scritta con cui si chiede alla Giunta regionale «di avviare una approfondita inchiesta interna sull’operato dei nostri uffici presso l’Unione Europea, e di disporre un immediata sostituzione di tutto il personale distaccato a Bruxelles».

Nevi: «Si faccia luce» Chiede chiarezza anche il capogruppo Pdl, Raffaele Nevi. «In relazione alle notizie di stampa sulla eventuale partecipazione delle strutture e del personale della Regione Umbria presso Bruxelles alla ‘squadra’ della ex presidente Lorenzetti, di cui si parla nelle intercettazioni pubblicate dai giornali, che esulerebbero dagli scopi istituzionali delle stesse, è necessario che sia fatta subito chiarezza da parte della presidente Marini – dice. Anche noi del Popolo della Libertà – aggiunge Nevi – ci associamo alla richiesta già fatta dal capogruppo della Lega nord che la presidente della Regione riferisca al più presto al Consiglio regionale ciò che sa di questa cosa. Se la Marini non risponderà immediatamente a questa nostra richiesta – annuncia Nevi – avanzeremo una richiesta formale in occasione della prossima riunione della conferenza dei capigruppo che si terrà lunedì prossimo. In questo momento non ci può essere neanche il sospetto che i nostri uffici di Bruxelles prendano ordini da chi con la Regione Umbria non c’entra più nulla. Speriamo – conclude – che le notizie siano smentite categoricamente, altrimenti sarebbe un fatto di inaudita gravità che non potrebbe passare sotto silenzio».

Brutti: «Chi è coinvolto?» Anche Paolo Brutti (Idv) ritiene «necessario che la presidente Marini riferisca in sede di Consiglio regionale su quali siano gli uffici interessati e i dirigenti coinvolti nella vicenda e a quale titolo tutto ciò sia accaduto. Sarebbe altresì interessante – conclude – promuovere un’inchiesta per appurare se parte dei rifiuti speciali prodotti dallo scavo delle gallerie, ovvero l’impasto di terra e di pericolosi oli minerali con cui si lubrificano le frese, siano stati smaltiti nelle discariche dell’Umbria».

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