venerdì 7 agosto - Aggiornato alle 21:55

Tar stoppa maxi antenna: «Comune non ha fatto pubblicità». Sindaco: «Sarà installata altrove»

I giudici con sentenza breve danno ragione ai residenti contrari all’impianto nel piccolo comune dove la ricezione da rete mobile è molto difficoltosa

di Chiara Fabrizi

«Il Comune non ha compiuto gli oneri di pubblicità previsti». Il Tar dell’Umbria ha stoppato l’installazione del nuovo impianto radioelettrico con palo di 28 metri per tre antenne direzionali, altrettante parabole e ulteriori apparati, che il municipio di Monte Santa Maria Tiberina, dove la ricezione da rete mobile e quindi dati è molto critica, nel gennaio scorso ha autorizzato alla società Wind Tre. C’è un vizio all’origine della sentenza del collegio dei giudici (presidente Potenza, a latere Mattei e Carrarelli) che hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Elio Errichiello per conto dei residenti della zona, naturalmente contrari all’arrivo del nuovo vicino. Inizialmente irraggiungibile telefonicamente, il sindaco Letizia Michelini a Umbria24 è poi riuscita a spiegare che «l’ente non si è costituito in giudizio perché con Wind Tre è stato avviato un percorso che prevede l’installazione dell’impianto in un’altra area, dove c’è già un’antenna preesistente, ma la pubblicità c’è stata, perché l’autorizzazione era all’Albo pretorio».

Tar stoppa maxi antenna con tre parabole Al procedimento ha invece partecipato la società di telecomunicazioni che, secondo quanto emerge, aveva iniziato interventi propedeutici per l’installazione radioelettrica di via San Pietro, dove c’era l’autorizzazione emessa dal Comune sei mesi fa e oggi annullata dal Tar. La motivazione dei giudici è semplice: il municipio non ha rispettato «la formalità di carattere procedimentale che deve precedere l’emanazione del provvedimento abilitativo alla realizzazione della stazione radio base, ancorché ai proprietari degli immobili che sorgono in prossimità del sito interessato dalla realizzazione dell’impianto non sia dovuta la comunicazione di avvio del procedimento», come si legge in sentenza. Secondo i ricorrenti e il Tar, infatti, il municipio non ha dato adeguata pubblicità all’istanza della Wind Tre e di conseguenza «il provvedimento finale risulta viziato». Tanto è bastato per dare ragione agli abitanti di via San Pietro che in tribunale hanno appunto «lamentato di essere stati ingiustamente esclusi dal procedimento, non essendo stato dato loro alcun avviso della domanda di installazione», tanto che ne «venivano a conoscenza solo dopo l’avvenuta approvazione da parte del Comune».

@chilodice

 

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