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mercoledì 2 dicembre - Aggiornato alle 00:17

Suarez, il rettore Oliviero ‘tramite’ tra Juve e Stranieri: «Chiamato da staff, ho solo girato contatto»

Nelle intercettazioni spunta il Magnifico: «Bisogna aiutarlo». Ma lui: «Svolto ruolo istituzionale, Paratici sentito solo dopo»

Il rettore Maurizio Oliviero

È stato il rettore dell’Università degli studi di Perugia, Maurizio Oliviero, il tramite tra la Juventus e l’Università per stranieri per lo svolgimento dell’esame di lingua italiana del calciatore Luis Suarez, su cui la Procura ha aperto un’inchiesta bollandolo come una «farsa». Lo riportano diverse testate. Oliviero non è indagato, ma verrà ascoltato nei prossimi giorni come testimone. Non risulta ancora convocata dagli inquirenti la rettrice dell’Università per straniera, Giuliana Grego Bolli, difesa dall’avvocato David Brunelli: «Per ora non chiediamo di essere sentiti, non conosciamo gli atti né le dichiarazioni degli altri indagati». E sull’esame di Suarez: «Leggo di pressioni dalla Juventus, ma se arriva da Barcellona con un aereo privato c’è almeno l’aspettativa di superarlo l’esame, su cui c’è un filmato di 12 minuti. La rettrice – spiega poi Brunelli – è assediata dai giornalisti, ma ha l’indicazione di non parlare. Mi sembra serena relativamente ai fatti di questa vicenda, mentre la vasta eco mediatica è nuova e inusuale per lei». Analogamente neanche il direttore generale dell’Università per stranieri, Simone Olivieri, assistito dall’avvocato Francesco Falcinelli, è stato convocato in procura: «Da parte nostra c’è massima volontà e interesse alla chiarezza, perché il mio cliente rivendica la legittimità del suo operato e non ha interferito nell’esame di Suarez»

IPOTESI CORRUZIONE PER RETTRICE E DG

Il tramite Secondo la ricostruzione del Corriere della sera agli inizi di settembre il rettore chiama il direttore generale della Stranieri Simone Olivieri dopo essere stato contattato un membro dello staff della Juventus, di cui entrambi fra l’altro sarebbero sostenitori. «Bisogna aiutarlo», avrebbe detto. Così l’Università per stranieri avrebbe poi avuto contatti con i bianconeri per organizzare l’esame.

IL CONTESTO TRA POLITICA E RICHIESTA DIMISSIONI

La versione di Oliviero «Io sono rettore Università – spiega Oliviero in una intervista al Corsera – e ho rapporti con varie persone che fanno parte della dirigenza della Juventus anche perché sono un tifoso. Una persona dello staff della Juventus, un mio amico che conosco da tempo che ha chiamato e mi ha detto che lo staff di Suarez si era rivolto al consolato di Barcellona e aveva bisogno di sapere se presso la mia università si può fare l’esame di italiano». Oliviero non specifica di chi si tratti, anche se alcuni giornali fanno il nome di Fabio Paratici nell’intervista il rettore risponde di averlo sentito solo dopo l’esame. Il nome della prima chiamata, invece, «se me lo chiederanno lo dirò ai magistrati», risponde alla domanda.

SUAREZ A PERUGIA

COME NASCE L’INCHIESTA

Il contatto Oliviero sottolinea di aver svolto «un ruolo istituzionale» e di essere finito in un «tritacarne». La prima chiamata è stata alla rettrice Giuliana Grego Bolli e poi a Olivieri «che è un mio amico». Gli ho spiegato la situazione – riferisce il rettore – e ho creato il contatto». nelle intercettazioni lui avrebbe caldeggiato la richiesta. «A entrambi posso aver detto che poteva essere una bella occasione. Ma è la verità, perché davvero sarebbe stato un modo per fare pubblicità. Certo non potevo immaginare che sarebbe successo tutto questo. Spero che abbiano registrato anche le telefonate in cui io mi raccomando di fare le cose per bene, di sfruttare questa occasione importante». «Ancora oggi – afferma sull’esame – non riesco a immaginare che ci sia stata una cialtronata. davvero che sia solo un grande equivoco».

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INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO

Ulteriore precisazione In una nota diramata giovedì mattina, il rettore Oliviero precisa: «Il mio ruolo nella vicenda si è limitato a mettere in contatto il club calcistico con l’Università per stranieri di Perugia. Sono stato contattato da un conoscente, attualmente impegnato nell’entourage della Juventus, per sapere se presso l’Università degli Studi di Perugia fosse possibile sostenere l’esame per la certificazione di conoscenza della lingua italiana. Ho comunicato all’interlocutore che presso il nostro Ateneo non è disponibile questo tipo di servizio e che, probabilmente, faceva confusione tra il noi e l’Università per stranieri. Sia per ragioni di cortesia istituzionale, sia per il beneficio che la Città e il territorio ne avrebbero presumibilmente potuto trarre, ho provveduto a mettere in contatto l’interlocutore con la Governance dell’Università per stranieri».

Nessuna sollecitazione Oliviero tiene inoltre a precisare che «in nessuna occasione ho subito od operato alcuna sollecitazione, esplicita o implicita, che potesse lasciare intendere qualcosa di diverso rispetto alle semplici informazioni oggetto della conversazione. Il mio ruolo nella vicenda si è quindi esaurito nelle brevi interlocuzioni necessarie allo scopo. Specifico che l’unica volta in cui sono entrato in contatto con il Dott. Paratici è stata in occasione di una garbata telefonata di cortesia, ricevuta alcuni giorni dopo l’esame, con la quale lo stesso voleva comunicarmi che l’entourage del calciatore era molto soddisfatto per l’accoglienza ricevuta presso l’Università per stranieri. Inoltre, è mio dovere chiarire – anche a causa della confusione creatasi nella diffusione della notizia – che l’Università degli Studi di Perugia e l’Università italiana per stranieri di Perugia sono due istituzioni accademiche totalmente autonome e distinte e che la prima non ha avuto alcun ruolo nella vicenda che sta occupando in questi giorni gli organi di stampa».

 

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