martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 18:39

Stupro di Terni, svolta nelle indagini: 18enne arrestato e portato in carcere

Si tratta di un giovanissimo fino a pochi mesi fa ospite di una comunità per minori non accompagnati

Il procuratore Liguori con il comandante provinciale Rossi

di Massimo Colonna

Arrestato e portato in carcere il presunto stupratore della ventenne ternana che il 30 giugno ha denunciato l’aggressione sessuale durante una festa al Chico di Terni da parte di un giovane che è stato inizialmente carino, tanto da convincerla ad allontanarsi con lui, ma poi l’avrebbe violentata.

Video: ecco chi è il presunto aggressore

Preso il presunto stupratore Si tratta di un giovane appena maggiorenne di nazionalità egiziana, che da poco era stato assunto in un bar e che fino a pochi mesi fa era ospite in una comunità della provincia di Terni per minori non accompagnati e quindi con regolare permesso di soggiorno, come emerso durante la conferenza stampa degli inquirenti. Intorno al giovanissimo il cerchio degli inquirenti si è stretto dopo il vertice in procura con la consegna, da parte dei carabinieri di Terni, di una serie di elementi che sono stati utili per l’individuazione del presunto responsabile.

La svolta Subito dopo quel vertice, come ha spiegato il procuratore capo Alberto Liguori in conferenza, insieme al comandante provinciale dei carabinieri, Davide Rossi e al comandante del Norm Mirco Marcucci, ecco che la procura ha accelerato e chiesto al gip una custodia cautelare in carcere, proprio a carico del giovane egiziano. Giovedì mattina l’esecuzione dell’ordinanza, con il giovane che al momento dell’arresto è stato definito dagli inquirenti ‘sereno’. «Sembrava – ha spiegato il comandante Marcucci – che in questi giorni, durante i quali non ha mai tentato di allontanarsi dalla città, non avesse alcun pensiero di essere preso». Il giovane nel 2019 ha dunque compiuto 18 anni e quindi non aveva più i termini per restare nella Comunità in cui era ospite. I carabinieri inizialmente lo hanno cercato anche lì, salvo poi scoprire che aveva iniziato a lavorare in un bar.

Chi è lui Assunto regolarmente, senza precedenti, il giovane era domiciliato a Terni ma residente fuori: in città viveva insieme a un amico, sotto processo per violenza sessuale e suo connazionale. Al compimento dei 18 anni, nel 2019, aveva lasciato la comunità. Dopo la sera della violenza, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, aveva continuato a vivere normalmente, andando a lavoro e tornando a casa come se niente fosse. Forse, pensano gli investigatori, per non attirare attenzioni: è per questo che probabilmente non ha tentato la fuga dalla città.

Le indagini I carabinieri gli hanno messo gli occhi addosso sin sa subito, e il fatto di aver avviato le indagini immediatamente, come ha spiegato il comandante Marcucci, «è stato un elemento determinante, che ci ha aiutato molto: abbiamo sentito prima la ragazza, poi le sue amiche, e il quadro si è poi ristretto anche grazie alla collaborazione della questura che ci ha fornito le foto di tutti i ragazzi con permesso di soggiorno della città, per fare il match con la foto che avevamo». «Nel quadro drammatico della vicenda – ha spiegato il procuratore Liguori – emergono alcune riflessioni: da un lato la presenza dell’alcol, dall’altra l’assenza delle telecamere di sorveglianza. Credo che per un locale in cui si ritrovano molti giovani sia indispensabile l’installazione di telecamere di sorveglianza, che possano anche rappresentare un deterrente ai crimini. Servirebbe a far star più tranquilli tutti, soprattutto ragazzi e genitori».

La Saltamartini «Rivolgo un plauso ai carabinieri di Terni – scrive il commissario della Lega a Terni Barbara Salmartini – per aver portato a termine con successo le indagini relative allo stupro. Questo crimine così efferato e brutale non resterà impunito ed è quello che più conta. È la seconda operazione che i carabinieri di Terni concludono con successo dopo quella che ha portato a smantellare un vasto giro di droga tra Terni e Marocco. Ancora una volta vogliamo dire grazie agli agenti in divisa che ogni giorno con spirito di abnegazione e senso del dovere lavorano per difendere i cittadini e garantire la sicurezza. Se da una parte c’è ancora chi dubita dell’operato delle forze dell’ordine e si schiera con i criminali e i fuorilegge, la Lega non ha alcun dubbio: noi siamo dalla parte della legalità e di quegli uomini e quelle donne che lavorano per difenderla. Per il colpevole mi auguro si aprano le porte delle patrie galere e dell’espulsione».

@tulhaidetto

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