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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:32

Stupefacenti dai quartieri popolari alla Terni bene: «Per drogarsi basta la paghetta»

Adolescenti e quella fragilità dell’essere bambini nel voler diventare grandi, il sindaco: «Questa società è post-umana»

 

di M. R.

Non è ancora del tutto completo il mosaico della giornata di lunedì, iniziata con un pomeriggio in compagnia degli amici, per Flavio e Gianluca, proseguita oltre l’orario di cena in gruppo, passata per una partitella a calcetto e finita in tragedia nel sonno. Due giovanissime vite spezzate in una serata estiva, la tragica scoperta dei corpi da parte dei rispettivi genitori e l’ombra della droga che sin dalle prime ore si è allungata sul caso, con inquirenti trovatisi faccia a faccia con decine di adolescenti esperti di droga come denunciato dal procuratore Alberto Liguori. Per la morte dei due ragazzi, come noto, è stato fermato un 41enne ternano, Aldo Maria Romboli, finora noto alle forze dell’ordine come assuntore ma mentre restano punti oscuri dal punto di vista delle indagini, la città che si sveglia il giorno dopo il dramma è scossa. Una città che fa i conti con «Adolescenti alle prese con la fragilità di essere bambini nel voler diventare grandi».

CHI ERANO I DUE RAGAZZI MORTI

Adolescenti Così li ha definiti la professoressa Maria Caterina Federici, docente di Scienze della sicurezza e investigazione alla sede narnese dell’Università di Perugia, nel live talk di Umbria24: «Se venisse confermato che quell’uomo, per soldi, ha venduto stupefacenti a quei giovani esponendoli alla morte, saremmo di fronte ad un fatto gravissimo – ha aggiunto -. Quest’uso spietato del denaro per crescere i propri profitti lucrando sulle debolezze dei giovanissimi è agghiacciante. A Terni purtroppo c’è un vuoto culturale e sociale che appare incolmabile». Ma cosa ha portato alla morte dei due amici? Molti interrogativi sono ancora senza risposta; quel che è certo è un pomeriggio in compagnia, proseguito nella serata e finito in tragedia. Da chiarire anche il momento in cui sarebbe avvenuto l’incontro dei due giovani con il presunto pusher, nonché se la familiarità con le droghe dimostrata dagli amici di Flavio e Gianluca sia per effettivo consumo di sostanze o per informazioni raccolte online.

VIDEO: PARLA IL PROCURATORE
ADOLESCENTI MORTI: ARRESTATO 41ENNE
VIDEO: LA RICOSTRUZIONE DELLE INDAGINI

Droga La preparazione del sociologo e psicologo clinico, esperto di disagio giovanile, Giulio Trivelli, in questo senso aiuta: «La purple drunk di cui si è parlato in questi giorni è il mix di due elementi facilmente reperibili: bibita gassata e sciroppo per la tosse. Come utilizzare la sostanza drogante, è spiegato in moltissimi brani trap e lo stile musicale è molto in voga tra i giovani». Sul caso, a partire dal quadro emerso dalle indagini, Trivelli mette in guardia: «Ragazzi che fanno una partita di calcetto non si avvicinano ad uno sconosciuto per acquistare droga. Credo proprio che si conoscessero già, doveva esserci una certa familiarità». Nello choc più totale, per un risveglio tanto traumatico prima per le famiglie poi per un’intera città c’è la lucidità di analisi rispetto alla diffusione del consumo di droga, a partire dal fatto che i due vivessero in quartieri totalmente differenti: «La droga – ha sottolineato Trivelli – non è più questione di zona o status sociale. La stratificazione delle dipendenze non esiste più. La cocaina un tempo era l’evasione dei ricchi, l’eroina per via iniettiva quella dei ceti meno abbienti. Ma famiglie e mondo dell’istruzione sono purtroppo molto lontani dalle dinamiche dello spaccio e del consumo di stupefacenti oggi. La paghetta – mette in guardia – è sufficiente per sballarsi e, attraverso il microspaccio, ci si può anche drogare gratuitamente». Il suo importante messaggio a Terni e alla società in generale: «Ragazzi, avete tutto il diritto di sentirvi fragili ma il problema non si risolve con 30 minuti di alterazione psicotropa, mostrate le vostre fragilità perché non c’è nulla di male. Non fate finta di essere quello che pensate gli altri vogliano che voi siate. Rimanete voi stessi. Genitori, non cercate competizione coi vostri figli piuttosto ascoltateli».

Dramma a Terni Dal live talk, ascoltando il sociologo clinico che ascolta giovani e giovanissimi quotidianamente è emerso: «Il territorio purtroppo sguarnito di politiche giovanili e di prevenzione e la questione non è ideologica». Il sindaco Leonardo Latini imbeccato su questo: «Se dovesse essere confermato il quadro ipotizzato tanti interrogativi dovremmo porceli tutti, dai singoli a chi riveste ruoli di responsabilità istituzionale, dal livello familiare, a quello scolastico, a salire. I giovani sono purtroppo vittime di una società spietata, quasi post umana con una mercificazione diffusa di qualunque cosa. Il fenomeno della droga preoccupa, le operazioni di polizia recentemente portate a termine dimostrano che è diffuso. Un primo livello di sensibilizzazione deve necessariamente passare per le scuole, c’è consapevolezza delle problematiche ma non è facile agire. Per impegni istituzionali sono riuscito a sentito una sola delle due famiglie sconvolte dal dolore, meritano rispetto».

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