lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 13:08

Nuove intercettazioni, pressing su Marini: «Dimissioni o sfiducia». Lei: «Verità distante da articoli giornale»

In una conversazione captata la presidente chiede: «Tu ce l’hai tutte?». In un’altra: «Mettetela dentro». Lei si dice «estranea ai fatti». M5s: «Mozione pronta». Il centrodestra la presenta

©️Fabrizio Troccoli

Spuntano nuove intercettazioni che chiamano in causa i personaggi politici di maggiore spicco coinvolti nell’inchiesta della procura di Perugia sui concorsi in sanità, che ha portato a quattro arresti. Conversazioni captate attraverso il trojan che ha infettato il telefono cellulare di Emilio Duca. E che fanno tornare l’opposizione all’attacco chiedendo le dimissioni della presidente Catiuscia Marini e presentando mozioni di sfiducia.

L’INCHIESTA: TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI

Nuove intercettazioni In una conversazione contenuta nelle 500 pagine della richiesta della procura al gip, riportata dal Corriere della sera e altri quotidiani, Marini chiede a Duca: «Tu ce l’hai tutte?» e Duca spiega: «Ci sono tre prove. La prima sarà la più selettiva, quindi è naturale che se non ci attrezziamo…». Poi Duca dice a un suo interlocutore: «Ho portato le domande alla Marini (…) Adesso vedemo com’è la situazione… su ‘ste cose è sempre un casino… a me m’ammazza, questo è il problema». Successivamente, quando capisce di poter sistemare sia la candidata della Marini che quelli di Bocci e dell’ex assessore Barberini – riporta sempre il Corsera -, Duca esulta con il direttore amministrativo Maurizio Valorosi: «Le sistemamo tutte e tre così abbiamo fatto contenti tutti… tanto bene è venuta, un bijoux». In un’altra conversazione riportata dal Corriere dell’Umbria, Marini indica a Duca la figlia di un suo conoscente: «Mettetela dentro, non lo so».

I FRONTI APERTI IN CASA PD

Marini: «Verità distante da articoli» Sull’inchiesta in generale e anche su queste circostanze – che in precedenza non erano emerse con questi dettagli – la presidente Marini (che è tra i 35 indagati) nell’incontro con la stampa di sabato si è già dichiarata estranea e pronta a tutelare la sua persona. E, in una nota, il suo legale Nicola Pepe esprime «profondo stupore e più di qualche perplessità» sulla pubblicazione delle intercettazioni. «La delicatezza della vicenda, che ha interessato importanti ambiti della sanità regionale ed alcuni suoi vertici – prosegue -, induce alla massima cautela ed al più assoluto rispetto non solo delle persone, a vario titolo coinvolte, ma anche dell’Autorità che sta conducendo le indagini, verso cui si rinnova una piena ed incondizionata fiducia. Come dichiarato nella conferenza stampa di sabato 13 aprile, la Presidente della Regione, Catiuscia Marini, non ha alcuna intenzione di alimentare strumentalizzazioni politiche che possano distogliere o anche solo costituire un intralcio all’accertamento della verità, assai distante dalle rappresentazioni fornite da alcuni articoli giornalistici. Il ruolo istituzionale rivestito – conclude l’avvocato – impone alla Presidente Marini di anteporre anzitutto l’interesse pubblico all’accertamento integrale della verità senza tuttavia rinunziare alla più ampia tutela della propria reputazione, civile e politica, in piena conformità a quei principi di rettitudine e rigore morale assoluto che hanno sempre contraddistinto il suo operato, anche di amministratrice».

VIDEO: PARLA MARINI

M5s: «Dimissioni o mozione di sfiducia» Però le opposizioni tornano alla carica. Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari del Movimento 5 stelle in una nota affermano che «le ultime intercettazioni della sconvolgente inchiesta sulla Sanità umbra gettano una luce sempre più inquietante su quel che i Pm definiscono senza mezzi termini un “contesto criminale che appare radicato da tempo, con meccanismi iperclientelari”. La presidente Marini chiarisca immediatamente quanto registrato dal trojan o si presenti dimissionaria domani stesso in Aula, quale preciso dovere verso l’Assemblea e i cittadini tutti. La “presunzione di non colpevolezza” non può essere banalizzata e strumentalizzata, ignorare vieppiù una realtà politico-istituzionale ampiamente al collasso». Il M5s ha già pronta una «mozione di sfiducia, ma riteniamo assolutamente imprescindibile – affer,ano i pentastellati – che dalla Marini arrivi oggi stesso un gesto chiaro chiaro e irreversibile rispetto all’enorme danno direttamente o indirettamente recato al prestigio delle Istituzioni, ma anche alla sicurezza percepita del sistema sanitario».

LE MICROSPIE IN OSPEDALE

Centrodestra: mozione di sfiducia Intanto i consiglieri dei gruppi regionali Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Misto-Umbria Next, Misto-Fiorini per l’Umbria hanno formalmente inviato alla presidente dell’Assemblea legislativa una mozione di sfiducia nei confronti della Presidente della Giunta regionale. Nell’atto si spiega che «l’iniziativa dei gruppi del centrodestra, prevista dagli articoli 71 dello Statuto regionale e 101 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa, è conseguente ai fatti relativi all’indagine giudiziaria riguardante l’Azienda ospedaliera di Perugia e che ha coinvolto l’assessore regionale alla sanità, il presidente della Giunta regionale e i vertici amministrativi e dirigenziali dell’Azienda ospedaliera di Perugia». Nella mozione si considera inoltre che «il clima politico generatosi all’indomani dei rilievi apparsi sui giornali abbia incrinato irreparabilmente l’autorevolezza dell’Istituzione regionale per quanto concerne le decisioni da assumere in materia sanitaria», e in ragione di ciò «si ritiene pertanto che la Giunta regionale non sia più nelle condizioni di assicurare le proprie funzioni di governo della Regione». Nella mozione viene chiarito che «non si intende entrare nel merito delle vicende giudiziarie in quanto tale compito spetta alla Magistratura». Si ricorda altresì che l’azienda ospedaliera è la struttura ad alta specialità più grande ed importante dell’Umbria e che il 30 giugno prossimo si dovrà procedere alle nuove nomine dei vertici delle aziende sanitarie regionali. Nell’atto si specifica infine che il comparto sanitario umbro nel suo complesso impiega circa il 75 per cento delle risorse del bilancio regionale.

Altra mozione Una seconda mozione è stata depositata dai consiglieri dei gruppi regionali Movimento 5 Stelle, Misto-Ricci presidente/Italia civica, Misto-Fiorini per l’Umbria. Nell’atto viene ricostruita dettagliatamente la vicenda così come è stata raccontata dai mezzi di informazione e dalla quale emergerebbero «gravi reati». Per questo nella mozione «si ritiene che la posizione della Presidente della Giunta sia quantomai compromessa e potrebbe mettere a serio rischio l’immagine dell’intera Regione Umbria e il corretto funzionamento del sistema sanitario regionale, che assorbirebbe circa l’80 per cento della spesa annua, pari a circa 1,8 miliardi di euro». Inoltre si ricorda che «la tutela della salute è un principio fondamentale tutelato dall’articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana e dall’articolo 13 dello Statuto della Regione Umbria».

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