lunedì 26 agosto - Aggiornato alle 06:56

Spoleto, il Tempietto del Clitunno e San Salvatore patrimonio mondiale dell’Unesco: la cerimonia

La Basilica di San Salvatore a Spoleto e il Tempietto del Clitunno sono patrimonio dell’umanità. Le due cerimonie pubbliche ufficiali hanno attestato l’avvenuta iscrizione dei monumenti nella world heritage List dell’Unesco del giugno 2011

La Basilica di San Salvatore a Spoleto e il Tempietto del Clitunno sono patrimonio dell’umanità. Le due cerimonie pubbliche ufficiali per attestare l’avvenuta iscrizione dei monumenti nella world heritage List dell’Unesco si sono tenute venerdì mattina a Campello sul Clitunno e venerdì pomeriggio alla presenza, rispettivamente, dei sindaci Paolo Pacifici e Daniele Benedetti, del segretario generale Mibac Antonia Pasqua Recchia, del presidente dell’associazione «Italia Langobardorum» Andrea Arcai e della presidente Regione Umbria Catiuscia Marini.

L’iscrizione alla world heritage List Dal 25 giugno 2011 il sito seriale «I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)» è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco e con esso la più significativa testimonianza della Spoleto e della Campello longobarda, la basilica di San Salvatore e il Tempietto del Clitunno. Il sito seriale comprende sette rilevanti complessi monumentali situati lungo tutta la penisola, a Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio-Torba, Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte Sant’Angelo.

I Longobardi I beni testimoniano l’alto livello artistico raggiunto dai Longobardi che giunti dal nord Europa si stanziarono in Italia dove, tra VI e VIII secolo, svilupparono una nuova e originale cultura che si diffuse nei vasti territori da loro dominati. Il processo di sintesi culturale attuato dai Longobardi, integrando la tradizione classico-romana, la spiritualità del cristianesimo, gli influssi bizantini e i valori germanici, segnò la transizione tra l’antichità e il Medioevo europeo. Il sito seriale testimonia il ruolo cardine svolto dai longobardi nello sviluppo spirituale e culturale della Cristianità europea medioevale, potenziando in particolare il movimento monastico. L’iscrizione nella Lista dimostra il valore universale eccezionale del sito che deve essere tutelato a beneficio di tutta l’umanità.

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