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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:51

Spoleto, si apre voragine piena d’acqua nel terreno: scattano campionamenti Ingv

Prelievi eseguiti dai pompieri su richiesta della prociv, analisi affidate alla ricercatrice Quattrocchi che indaga sui pozzi di acqua calda di San Martino

La voragine di Busano

di Chiara Fabrizi

Si apre voragine piena d’acqua nel terreno. C’è il cedimento verificatosi in zona Busano, nell’area che un tempo ospitava uno dei siti estrattivi delle miniere di Morgnano, al centro dell’indagine avviata dall’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) attraverso la ricercatrice Fedora Quattrocchi che indaga ormai dai mesi sui pozzi di acqua calda di San Martino in Trignano.

Si apre voragine nel terreno piena d’acqua L’esperta è stata informata recentemente della voragine di grande dimensioni, che si sarebbe aperta prima del sisma del 24 agosto, e ha subito richiesto attraverso la protezione civile di Spoleto una serie di campionamenti di cui dal 23 settembre scorso si stanno occupando i vigili del fuoco del distaccamento locale. Le fase di analisi dell’acqua affiorata all’interno del cedimento di vaste proporzioni, circa dieci metri il diametro e cinque la profondità visibile, non è ancora iniziata, ma stando a quanto riferito dalle autorità al lavoro non sarebbe stata riscontrata alcuna anomalia termica durante i prelievi, in altre parole la temperatura dell’acqua sarebbe nella norma. L’interesse di Ingv per la voragine di Busano non è quindi ancora chiaro, si sa però che la Quattrocchi nella lunga campagna di campionamenti compiuta tra l’inverno e la primavera scorsa nelle campagne dello Spoletino aveva anche effettuato dei prelievi in zona. Ufficialmente nessuno rivela alcunché, ma in base ad alcune indiscrezioni ci sarebbe la volontà di verificare preliminarmente la presenza di radon, ossia i livelli di radioattività naturale.

Scattano campionamenti Ingv Dopodiché in base agli esiti non è escluso che la ricercatrice di Ingv possa in qualche modo tirare le fila sull’indagine in cui è impegnata dall’inverno scorso.  Il cedimento del terreno è finito inevitabilmente anche al centro di un’ordinanza del sindaco Fabrizio Cardarelli che al proprietario ha intimato la messa in sicurezza dell’area, onde evitare che la grossa buca apertasi nel terreno possa rappresentare un pericolo per l’incolumità delle persone. Nell’area, come detto, insisteva un sito estrattivo delle miniere di Morgnano e una delle ipotesi avanzate è che il cedimento sia avvenuto in prossimità di un pozzo inutilizzato e quindi chiuso quando l’industria è stata dismessa. A confermare la possibilità, oltre che alcune foto storiche, anche le componenti in cemento armato e un grosso gancio messi a nudo dalla voragine. In attesa di capire se ci sia un collegamento col pozzo di acqua calda, si sta vagliando l’intervento dei geologi comunali per approfondire le cause del cedimento.

@chilodice

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