martedì 23 luglio - Aggiornato alle 19:48

Spoleto, mille pratiche di ricostruzione leggera per il Comune: «Servono rinforzi»

Flavoni «soddisfatto» delle norme sul sisma dello Sblocca cantieri, ma è ancora attesa firma Farabollini sulle scuole

La scuola media Dante Alighieri di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Col decreto Sblocca cantieri mille pratiche di ricostruzione leggera potrebbero approdare negli uffici tecnici del Comune di Spoleto, ma con l’incognita dei rinforzi di personale. L’assessore Francesco Flavoni si dice «soddisfatto» per le nome sul sisma del Centro Italia contenute nel provvedimento pubblicato giovedì in Gazzetta ufficiale, che introduce una novità per i Comuni. D’intesa con l’Ufficio speciale per la ricostruzione, infatti, i municipi potranno curare l’istruttoria per il rilascio delle concessioni di contributo per la ricostruzione privata di edifici con danni di tipo B e C (temporaneamente e parzialmente inagibile). Dopo più di cinque mesi, invece, resta ancora al palo la riassegnazione dei fondi per le scuole Dante Alighieri e Prato fiorito di Spoleto, che dopo l’addio al progetto del polo scolastico si conta di ricostruire nelle rispettive sedi originarie.

Il caso delle 350 assunzioni Tuttavia, nello Sblocca cantieri non c’è, per ora, traccia dello stanziamento di 12 milioni per il 2019 e di 14 milioni per il 2020 sull’assunzione di 350 nuove unità nei Comuni del cratere del terremoto, come era stato assicurato e come era previsto nelle bozze circolate ad aprile. E quindi la novità delle pratiche di ricostruzione in municipio senza rinforzi agli organici rischia di non concretizzarsi. Rassicurazioni sono comunque arrivate dal M5s che, già il mese scorso, ha assicurato che la norma per l’assunzione dei 350 sarà inserita nel decreto come emendamento durante l’iter di conversione parlamentare. In attesa di certezze, comunque, Flavoni esulta sulla possibilità riconosciuta ai municipi di istruire le pratiche di ricostruzione leggera, definendola «un elemento di semplificazione delle procedure che abbiamo fortemente caldeggiato, affinché ai Comuni venisse riconosciuto un ruolo più diretto e con più ampi margini di manovra: l’’accoglimento di questa nostra istanza è una vittoria per tutti».

Mille pratiche verso il Comune L’assessore alla ricostruzione post sisma, comunque, riconosce i limiti della novità contenuta nello Sblocca cantieri quando dice «che la soddisfazione non sarà completa fino a quando non verrà chiarito quanto personale sarà assegnato agli uffici tecnici comunali per affrontare la mole di lavoro necessaria all’istruttoria delle pratiche che per noi si attestano intorno alle mille unità». Comprensibilmente cruciale, dunque, l’arrivo di rinforzi, tanto che Flavoni resta in attesa che «venga chiarita la questione delle assunzioni per poter comunicare al commissario speciale per la ricostruzione la nostra disponibilità a gestire la ricostruzione leggera», con l’assessore che ha anche la speranza di poter far lavorare gli «uffici del municipio pure sulle pratiche di ricostruzione pesante».  

@chilodice

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