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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 00:26

Spoleto, Michele Fabiani torna in carcere: dovrà scontare un anno e 4 mesi

Michele Fabiani torna in carcere

di C.F.
Twitter @chilodice

Michele Fabiani torna in carcere. Così ha deciso il sostituto procuratore generale Giuliano Mignini che giovedì ha firmato l’ordine di esecuzione di carcerazione a carico del giovane spoletino condannato in via definitiva a due anni e tre mesi per minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento seguito da incendio e istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità eversiva (legge 15/1980), circostanza ostativa alla sospensione dell’esecuzione della pena.

Un anno e 4 mesi Fabiani venerdì pomeriggio intorno alle 16.30 è stato quindi prelevato dalla sua abitazione da tre agenti di polizia e accompagnato nel carcere di Maiano dove dovrà scontare un anno e 4 mesi di reclusione, cioè la pena residua al netto degli 11 mesi e 5 giorni che il 27enne spoletino ha già espiato in carcere e ai domiciliari tra il 2007 e il 2008.

La difesa L’avvocato Marco Lucentini, che assiste il giovane, si prepara a chiedere al tribunale competente, nel caso la Corte d’Assiste d’Appello di Perugia, l’incidente di esecuzione per procedere allo scomputo della pena, nel tentativo di attribuire gli 11 mesi già scontati da Fabiani ai reati per i quali è stato condannato con l’aggravante dell’eversione.

Appello La reazione del comitato 23 ottobre, costituito nel 2007 dopo l’arresto del giovane e altri 4 con l’accusa poi caduta di associazione terroristica, non si è fatta attendere. Nei giorni scorsi in attesa della pronuncia della procura generale, a cui la Corte di Cassazione aveva rinviato gli atti per decidere sull’esecuzione della carcerazione, era già circolato un appello firmato da un centinaio di persone in cui si chiedeva di lasciare libero Fabiani.

«Battaglia per la liberazione di Michele» Oggi, alla luce degli sviluppi, il comitato ha annunciato «una battaglia quotidiana per la liberazione di Michele, perché – si legge in una nota – non accettiamo come parenti, amici e compagni l’ingiustizia di ciò che si fa chiamare giustizia, non ci rassegniamo, protestiamo e torniamo a lottare e denunciare la verità, chiedendo l’immediata liberazione di Michele». Sabato pomeriggio alle 19 è stata convocata una conferenza stampa in piazza del Comune.

 

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