Un'aula del tribunale di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Carenza cronica di personale, pianta organica mai aggiornata nonostante la riforma della geografia giudiziaria e condizioni di lavoro proibitive, con funzionari e cancellieri costretti anche a dodici ore di lavoro quotidiane, senza naturalmente il pagamento degli straordinari. Ha proclamato lo stato di agitazione il personale amministrativo del tribunale e della procura di Spoleto che, a margine dell’assemblea dei lavoratori di martedì scorso e dopo un confronto serrato, all’unanimità ha deciso di iniziare formalmente la protesta, unicamente finalizzata a chiedere aiuti e quindi rinforzi di personale, possibilmente formato per gli uffici giudiziari.

 

Pianta organica da aggiornare Tra corso Mazzini e palazzo Martorelli Orsini lavorano 52 dipendenti del ministero di Giustizia, di cui 38 in forze al tribunale e 14 alla procura. La pianta organica delle sedi di Spoleto non viene sostanzialmente aggiornata dal 2000, al netto di una mobilità tra pubbliche amministrazioni del 2016, nonostante nel frattempo sia intervenuta la riforma della geografia giudiziaria, che ha esteso il territorio di competenza di Spoleto da 80 mila abitanti a quasi 220 mila, inglobando Foligno e Todi,  «quintuplicando» il carico di tribunale e procura.

Servirebbero 50 impiegati in più In questo senso, quindi, per stimare il fabbisogno di personale della sede di Spoleto sono stati sondati direttamente i lavoratori che, interpellati sul punto, hanno indicato un incremento del 100 per cento delle unità in servizio, ossia dagli attuali 52 ad almeno un centinaio. Il rinforzo apparentemente massiccio viene considerato appena sufficiente per offrire un servizio adeguato alle utenze e lavorare in condizioni dignitose, mentre per performance migliori servirebbe andare ben oltre i cento dipendenti. Che la carenza di personale sia ormai cronica è cosa nota, ma sempre per dare la misura Elisabetta Fico della segreteria regionale della Fp-Cisl, in una nota rileva che a Spoleto «il rapporto tra residenti e personale amministrativo è paurosamente al di sotto della media nazionale, dove realizza il peggiore risultato in assoluto».

Anche 12 ore in ufficio senza straordinari Un’altra maglia nera di Spoleto la segnalò il procuratore capo Alessandro Cannevale nell’aprile 2017 quando, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di palazzo Martorelli Orsini, ricordò che tra le procure medio piccole quella di Spoleto aveva il peggior rapporto italiano tra personale amministrativo e magistrato, ossia 2,1, mentre nel resto di Italia si va dal 2,5 a 6. E in questo senso viene anche segnalato dai lavoratori che «ci sono dipendenti che restano in servizio anche 12 ore al giorno e naturalmente gli stipendi non vengono pagati». E il quadro, senza nuovi rinforzi, non può che peggiorare a causa dei pensionamenti. In tribunale nel 2017 si sono già avuti tre pensionamenti, mentre un altro dipendente andrà in pensione a fine anno. In procura, invece, erano undici saliti a 14 con l’arrivo di tre rinforzi, che rischiano di vanificarsi nel giro di un paio di anni: tra il 2019 e il 2020 andranno in pensione tre dipendenti della procura, tra cui le uniche due figure apicali presenti.

@chilodice

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.