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martedì 17 maggio - Aggiornato alle 03:50

Si finge minorenne con disabilità per fare ricatti sessuali online: arrestata, indagata anche la mamma

La giovane avrebbe estorto circa 100 mila euro a una sessantina di vittime. Sequestrato il tesoretto depositato su carte ricaricabili

di Chiara Fabrizi

La procura di Spoleto ha chiesto e ottenuto il carcere per una ventiduenne romagnola accusata di una sessantina di estorsioni sessuali ai danni di altrettanti uomini. Iscritta nel registro degli indagati anche la madre della ragazza, che sarebbe stata complice della figlia in un più di una vicenda contestata dal pm Federica Filippi, che ha coordinato gli investigatori della polizia postale di Cremona nelle complesse indagini. Il fascicolo è di competenza della Procura di Spoleto, perché qui risiede la vittima più anziana della ventiduenne.

Estorsioni sessuali online Secondo quanto è stato possibile ricostruire la giovane sarebbe accusata di aver pubblicato in siti web per incontri tra adulti diversi annunci di natura erotica. Una volta che veniva contattata dagli uomini, le vittime risiedono su tutto il territorio nazionale e appartengono a tutte le fasce di età, scattavano le conversazioni in chat e lo scambio di immagini. L’estorsione, però, si consumava con la complicità della madre. In base a quanto emerge, infatti, le vittime della ragazza venivano improvvisamente contattate dalla mamma della ventiduenne, che si presentava come tale, e comunicava agli uomini di aver chattato con la figlia una minorenne affetta da disabilità riconducibili allo spettro autistico. A quel punto la donna chiedeva soldi a titolo risarcitorio, assicurando che a seguito del pagamento della somma di denaro, che veniva avanzata a fronte di fantomatici danni psicologici generati ai danni della figlia dalle conversazioni online e dallo scambio di foto, la vicenda si sarebbe potuta considerare conclusa senza denuncia alle autorità. Le richieste di soldi sarebbero state di vario valore per un ammontare complessivo di circa 100 mila euro, ossia le somme ricostruite dagli investigatori della Postale e trovate su una serie di carte ricaricabili intestate alle giovane e sulle quali è naturalmente scattato il sequestro. Sessantanove i capi di imputazione che la Procura di Spoleto contesta alla giovane accusata di estorsione aggravata e sostituzione di persona.

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