giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 15:11

Intasca i soldi dell’anziano che ha in custodia: avvocato indagato rischia carcere e radiazione

Anziché pagare l’ospizio si appropria di 16 mila euro della persona che gli ha affidato il tribunale

Finanzieri al lavoro (foto F.Troccoli)

Denaro prelevato dal conto corrente amministrato senza giustificati motivi e rette mensili per cure sanitarie e assistenziali non versate alla residenza per anziani, dove era alloggiata la persona che gli era stata data in affidamento. Questo è quanto portato alla luce dai finanzieri della compagnia di Foligno, che hanno concluso le indagini nei confronti di un avvocato del Foro di Spoleto, che agiva in qualità di “amministratore di sostegno” incaricato dal giudice tutelare di accudire un anziano incapace di provvedere autonomamente a se stesso, in quanto affetto da patologie che ne hanno compromesso lo stato cognitivo e, quindi, bisognoso di assistenza continua.

Si appropria di 16 mila euro L’avvocato avrebbe dovuto occuparsi dell’amministrazione patrimoniale ed economica e provvedere ad ogni necessità dell’anziano, in collaborazione con il personale della struttura che lo ospitava. Invece, il professionista non solo non si era curato delle necessità dell’amministrato, ma si era addirittura appropriato di una somma di denaro che è stata quantificata dai militari in circa 16 mila euro, rifiutandosi di consegnare la relazione di rendiconto inerente alla gestione del suo mandato, nonostante le sollecitazioni dell’autorità giudiziaria.

Denuncia della famiglia Le indagini, scaturite da una segnalazione degli eredi, coordinate dalla Procura della Repubblica di Spoleto, hanno permesso di ricostruire, attraverso l’esecuzione di accertamenti bancari e patrimoniali, gli aspetti della gestione del patrimonio dell’anziano da parte dell’amministratore di sostegno. Le indagini delle Fiamme Gialle si sono concluse con la denuncia per peculato e omissione o rifiuto di atti d’ufficio, per i quali l’avvocato rischia la reclusione fino a 10 anni, oltre che la radiazione dall’albo professionale.

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