Currently set to Index
Currently set to Follow
domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 19:45

Shalabayeva: tutto prescritto. Se cade il sequestro di persona Cortese e Improta tornano ai vertici della Polizia

Rientrerebbero subito e con incarichi di primissimo piano. Nel processo d’appello a Perugia chiedono di sentire Pignatone

Alma Ayan era il nome di copertura della Shalabayeva per ragioni di sicurezza personale

di Enzo Beretta 

Shalabayeva: si torna in aula. Con una novità estremamente importante. Da quando è stata emessa la sentenza di primo grado tutti i reati – fuorché il sequestro di persona – si sono prescritti. Del reato più grave, molto contestato dalle difese, fino a questo momento sono stati ritenuti responsabili l’ex capo della squadra mobile romana Renato Cortese, l’allora numero uno dell’ufficio immigrazione Maurizio Improta, i funzionari della questura capitolina Luca Armeni, Francesco Stampacchia, Vincenzo Tramma e Stefano Leoni. Solo il giudice di pace Stefania Lavore che nel 2013 si occupò del procedimento è stata assolta da quel reato ma comunque condannata a due anni e mezzo.

L’appello Lunedì 17 si apre il processo davanti alla Corte d’appello di Perugia, il presidente del collegio è un ex sottotenente dell’Arma dei Carabinieri, Paolo Micheli, che dovrà subito pronunciarsi sulla richiesta di riaprire l’istruttoria con le testimonianze dell’ex procuratore romano Giuseppe Pignatone, il pm Eugenio Albamonte e almeno un altro giudice della Procura minorile. Il nodo della questione processuale è legato ai tempi della prescrizione: nei primi mesi del 2021 i presunti falsi commessi si sono estinti: il sequestro di persona ha tempi molto più lunghi e decadrebbe solo nel 2032. Stando alle memorie depositate dagli imputati che hanno fatto ricorso contro la sentenza del giudice Giuseppe Narducci nessuno ha rinunciato alla prescrizione (tecnicamente c’è ancora tempo). Lo sanno anche in Procura Generale dove il sostituto Claudio Cicchella sarà accompagnato dal capo Sergio Sottani in rappresentanza dell’ufficio.

IL PROCESSO D’APPELLO

Le richieste Ancora presto per dire se la Procura generale chiederà la conferma delle pene inflitte in primo grado, che sono state praticamente doppie rispetto alle richieste dell’ufficio di Raffaele Cantone arrivato in Umbria a cose praticamente fatte. Come potrebbe finire il processo? Alcune ipotesi sul tavolo. Ipotesi uno. Responsabilità confermate: pene identiche o alleggerite. Ipotesi due. Cade l’ipotesi di sequestro di persona e vengono confermati i falsi: la pena base di quattro anni (tre per Leoni) va stornata dal computo e i falsi vengono dichiarati prescritti. Per i giudici si aprirebbe a quel punto una doppia valutazione: non doversi procedere, appunto, perché il reato è estinto, oppure assoluzione nel merito (il secondo comma dell’articolo 129 del Codice di Procedura Penale insiste sulla formula più favorevole per l’imputato ma deve essere «evidente» che il fatto non sussiste o l’imputato non lo abbia commesso).

Le interdizioni Ultima questione, importantissima, è quella riguardante l’interdizione dai pubblici uffici. Non dimentichiamo che Renato Cortese e Maurizio Improta sono tra i migliori poliziotti d’Italia e il processo Shalabayeva ne ha pesantemente condizionato le loro brillanti carriere: se le cose rimangono così come adesso, con gli imputati che non rinunciano alla prescrizione, se a processo dovesse cadere l’infamante accusa di sequestro di persona di Alma Shalabayeva e della figlia Alua decade automaticamente anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Potrebbero dunque essere subito riammessi in servizio e, c’è da scommetterci, con un ruolo di primissimo piano per i due big. Se venisse, invece, confermata l’accusa più grave e dichiarata la prescrizione per i presunti falsi l’interdizione dagli uffici si ridurrebbe a cinque anni, a partire, però, dalla sentenza definitiva. E, considerando i tempi della Giustizia e l’età dei due superpoliziotti – alla soglia dei 60 il dirigente superiore Improta, 58 il dirigente generale Cortese, anagraficamente e per il grado più lontano alla pensione – questo non sarebbe di straordinario aiuto.

I commenti sono chiusi.