mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 20:47

Sequestro Norcia, Alemanno: «Se così fuorilegge anche case e scuole. Valuto dimissioni»

Pm: «No a noi capro espriatorio, non si rallenta ricostruzione». Terremotati: «Freno a rinascita» Mentana: «Vergogna» – Via al processo per Casa Ancarano

Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno

di Redazione Umbria24

Un sequestro che ha suscitato un’ondata di indignazione quello del Centro polivalente di Norcia, progettato dall’archistar Stefano Boeri, che è stato indagato dalla procura di Spoleto insieme al sindaco Nicola Alemanno. E proprio Alemanno, al secondo avviso di garanzia in poche settimane, mercoledì mattina, sotto la statua di San Benedetto, ha minacciato le dimissioni «perché, in base alle accuse – ha evidenziato – rischiamo che siano fuorilegge anche casette e scuole, e in questo senso aspetto risposte da magistrati e dalla Protezione civile». Da Spoleto, comunque, la procura tiene il punto: «Contestiamo l’assenza di un valido titolo abilitativo e la violazione del vincolo paesaggistico: né in seguito agli eventi sismici del 2016, né in seguito a precedenti terremoti, la normativa d’emergenza ha mai neppure lontanamente ipotizzato che ai sindaci, alla Protezione civile o ad altre autorità fosse consentito di autorizzare nuove costruzioni derogando in via generale e incondizionata alle norme urbanistiche ordinarie». Ordinanze di Protezione civile scritte male? Forse, fatto sta che a rimetterci sono i cittadini, quelli più sventurati di tutti, i terremotati.

VIDEO: INTERVISTA A ALEMANNO
FOTOGALLERY: CENTRO BOERI SOTTO SEQUESTRO

Alemanno: «Valuto dimissioni» Alle spalle la maxi gabbia della basilica di San Benedetto sbriciolata e il municipio messo a dura prova dai terremoto, Alemanno ha portato in piazza timori e paure: «Con queste accuse – ha detto – dovrei cacciare fuori le persone dalle casette, i commercianti dalle attività delocalizzate e gli studenti dalle scuole: ovunque abbiamo fatto una base di calcestruzzo, quella che per la procura di Spoleto rende un’opera definitiva. L’alternativa – ha detto – è reiterare il reato di abuso edilizio, penso in particolare a Castelluccio dove dovremmo realizzare il Deltaplano per le attività commerciali. Non posso far altro, quindi, che valutare le dimissioni, intanto attendo risposte dalla Protezione civile nazionale e dai magistrati, che spero comprendano come qui si è tentato di ricostruire anime, persone e poi edifici».

Dove ci riuniamo? Quindi l’assenza di spazi a Norcia piegata dal terremoto: «Non abbiamo più un luogo chiuso dove poterci vedere – ha detto Alemanno -. Ho ricevuto un secondo avviso di garanzia per abuso edilizio. Di fatto la stessa situazione che abbiamo vissuto con il centro polivalente di Ancarano. Immaginavamo che quella discussione fosse stata utile per chiarire la complessità della vicenda, evidentemente così non è stato. Il tema è legato alla temporaneità e alla destinazione delle strutture. E’ evidente che chi si trova a gestire la complessità del fenomeno, il più dura e difficile che il nostro Paese abbia dovuto gestire negli ultimi cento anni, non riesce a entrare nel merito di che cosa significhi temporaneo o ‘durata della della fase dell’emergenza’. Un sindaco non può essere chiamato a dire se la struttura è temporanea. O se la fase di emergenza sia quella del Governo o quella della gente».

VIDEO: MENTANA DURISSIMO AL TG

E allora scuole e case? Ecco perché Alemanno si chiede: «Allora devo chiudere le scuole? Devo cacciare le persone dalle casette? Sono tutte realizzate su platee di calcestruzzo armato come quelle che ci mettono sotto accusa. La temporaneità della struttura non è data dalla tipologia di struttura. E’ evidente che la temporaneità non è legata alla durata della fase dell’emergenza come intesa dalla presidenza del Consiglio, ma quando una persona può rientrare nella sua casa, un ristoratore nella sua attività e uno studente nella propria scuola». E quindi denuncia la doppiezza di atteggiamento su cui si finisce incastrati e cioè «se mettersi dalla parte di coloro che spaccano il capello in quattro e bloccano tutto interpretando in senso più restrittivo le norme, o stare dalla parte di chi, in ottica risolutiva, da fiducia a una comunità che deve rifondarsi. Noi abbiamo fatto questa scelta. Anche il capo dipartimento della protezione civile credo aveva questa visione risolutiva. Quindi da una parte le Procure ragionano in un modo, dall’altra il Governo e la protezione civile in un altro. Dentro quella struttura abbiamo il consiglio comunale e un centro culturale. Lì abbiamo fatto gli spettacoli di Natale dei bambini».

CASA ANCARANO: VIA AL PROCESSO

Dimissioni E quindi minaccia di dimettersi: «Non escludo di avere preso in considerazione di smettere, di dimettermi. Chi si assume oggi la responsabilità di fare le strutture a Castelluccio? Se lo faccio ora reiterò il reato, che sarebbe ancora più grave. Ci devono dire quindi adesso che cosa dobbiamo fare. Qui avremmo avuto il maestro Muti, i concerti, tutto quello che serviva per rilanciare la nostra comunità. Non possiamo farlo più. Il prossimo consiglio comunale lo facciamo qui in piazza all’aperto. Capisco che se le norme non sono chiare il magistrato deve fare il suo mestiere, ma non capisco perché lo si deve fare sulle spalle di un sindaco e di una comunità. Mi sto chiedendo se sia bene che io me ne vada e venga un rappresentante del prefetto che sappia interpretare meglio di me le norme. Siccome non so essere diverso e non so stare fermo ad aspettare che accada qualcosa valuto di andare via. Mi aspetto che la Protezione civile ci dica che dobbiamo fare e i magistrati si rendano conto che stiamo cercando di ricostruire non solo gli edifici, ma gli animi, le persone, una comunità. Sto valutando la possibilità di dare le dimissioni, lo farò nelle prossime ore».

Mentana e Sarzanini duri Contro la decisione si era scagliato anche il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, che insieme al Corriere della sera si era fatto promotore della raccolta fondi che hanno finanziato la realizzazione del Centro. «Una vergogna», ha definito l’indagine Mentana minacciando azioni legali per danno di immagine. E l’editorialista del Corsera, Fiorenza Sarzanini, definisce il sequestro una «decisione che appare sorprendente e per certi aspetti assurda, visto che le norme lasciano al giudice la facoltà di trovare soluzioni diverse». «E adesso – per Sarzanini – ci si deve chiedere: è giusto privare gli abitanti di Norcia di un posto antisismico mentre la terra continua a tremare? E soprattutto, chi spiegherà ai donatori che la struttura costruita grazie ai loro soldi non potrà più essere il luogo dove i terremotati vanno per stare insieme e sentirsi al sicuro?».

Boeri: «Un equivoco» Di «gigantesco equivoco» ha, invece, parlato Boeri ai microfoni di Tg La 7: «Noi – ha detto – abbiamo realizzato un’opera a seguito di un’ordinanza del commissario straordinario e del sindaco che permettevano di costruire in condizioni di emergenze, in aree anche non edificabili, strutture temporanee. Questo abbiamo fatto: che ci fosse un’emergenza mi pare indiscutibile, che la struttura sia temporanea pure, personalmente non capisco dove sia la questione».

Procuratore: «Ecco i motivi del sequestro» Sul caso, il giorno dopo il sequestro, interviene il procuratore di Spoleto, Alessandro Cannevale. In una nota sostiene come il provvedimento «non è il frutto di una iniziativa individuale di uno o più magistrati del pubblico ministero ma di un provvedimento del giudice, che ha sottoposto a vaglio critico e accolto la richiesta del pubblico ministero. L’ufficio contesta, al momento, l’assenza di un valido titolo abilitativo e la violazione del vincolo paesaggistico inerente il territorio del Parco Naturale dei Monti Sibillini ed I siti “Natura 2000” di cui al DPR 357/1997 (regolamento di attuazione alla direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli Habitat naturali e seminaturali, della flora ed ella fauna selvatiche)». Né in seguito agli eventi sismici del 2016 né in seguito a precedenti terremoti, sottolinea Cannevale «la normativa d’emergenza ha mai neppure lontanamente ipotizzato che ai sindaci, alla protezione civile o ad altre autorità fosse consentito di autorizzare nuove costruzioni derogando in via generale e incondizionata alle norme urbanistiche ordinarie».

«Noi capro espiatorio da additare» «Il sequestro della struttura – prosegue il procuratore – non può provocare pregiudizi o ritardi all’opera di ricostruzione o risanamento delle abitazioni e degli altri edifici danneggiati a Norcia nè all’assistenza alle popolazioni in caso di futuri eventi sismici. Per tutte queste ragioni, individuare nei magistrati della Procura di Spoleto il capro espiatorio da additare agli abitanti di Norcia come bersaglio per risentimenti e timori è ingiustificato in partenza, anche prescindendo dalla definitiva valutazione sulla fondatezza dell’accusa che spetterà al giudice. Poiché abbiamo assistito all’uso di organi di informazione per diffondere invettive basate su dati di fatto parziali e quindi falsi, animate da interesse personale, comprensive di esplicite intimidazioni e spinte al punto da invitare gli abitanti di Norcia a recarsi – per scopi imprecisati – a casa dei magistrati in caso di un nuovo sisma, faremo il possibile per tutelare la nostra reputazione e la tranquillità delle nostre famiglie».

Il sindacato dei magistrati Pur «riconoscendo il diritto di critica delle decisioni assunte dalla magistratura» la giunta regionale umbra dell’Associazione nazionale magistrati «esprime preoccupazione per il tono con cui alcuni organi di stampa si sono espressi in riferimento al sequestro del centro polivalente di Norcia». Il sindacato delle toghe ritiene «inopportune le affermazioni secondo cui i magistrati che hanno adottato il provvedimento dovrebbero accollarsi le conseguenze di un eventuale e ulteriore evento calamitoso, rispondendo di eventuali danni alla reputazione di coloro che hanno contribuito con le loro donazioni alla realizzazione della struttura». Sarebbe, inoltre, «fuorviante la previsione formulata circa l’esito dell’inchiesta che dovrebbe necessariamente tradursi in un ‘nulla di fatto’».

Portavoce terremotati: «Giudici frenano ricostruzione» «Credo che la magistratura ce la stia mettendo tutta per frenare la ricostruzione del centro Italia colpito dal terremoto dell’agosto e dell’ottobre 2016. Mettere i sigilli ad una struttura smontabile, tra l’altro una piccola perla di architettura, e iscrivere nel registro degli indagati il sindaco e l’architetto Boeri significa pura miopia con evidenti cavilli giuridici senza senso». Maria Teresa Nori, portavoce dei terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, esprime così la sua solidarietà al sindaco e ai cittadini di Norcia. «Da questi presupposti – prosegue – nasce il germoglio della paura da parte degli amministratori locali che per fare un’opera, per ripristinare un territorio, per dare vita alla comunità dovranno stare sul filo del rasoio per fare il loro dovere nei riguardi della cittadinanza. È una assurdità tutta italiana. I nostri territori con questi presupposti rinasceranno tra 30 anni ma sarà troppo tardi perché ci sarà uno spopolamento epocale».

«Intervenga Mattarella» «Adesso è troppo. Non è accoglibile che anche il centro polivalente di Norcia (realizzato con la raccolta fondi di Tg La7 e Corriere della Sera), dopo la Casa di Ancarano, sia stato sequestrato con conseguenti avvisi di garanzia e indagati. Ora basta». Così il consigliere regionale Claudio Ricci secondo il quale, «pur non entrando nel quadro giuridico, una cosa è palese: così la ricostruzione è bloccata e non andrà più avanti. Il Presidente della Repubblica, dunque, oltre alla formazione del Governo, si dovrebbe occupare della ricostruzione post sisma, altrimenti il problema diventerà ingestibile».

De Caro presidente Anci «Abbiamo più volte detto di quanto faticoso sia lottare contro le norme e la burocrazia quando si è già alle prese con l’immane difficoltà di rimettersi in piedi dopo un evento catastrofico come il terremoto del Centro Italia. Lo abbiamo detto ad altri nostri colleghi sindaci che si sono ritrovati indagati per aver tentato di dare una risposta, a volte un posto in cui ritrovarsi, a una comunità ferita. Lo diciamo oggi con identica convinzione a Nicola Alemanno, sindaco di Norcia. Nicola, non dimetterti, non mollare”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a proposito del sequestro del centro polivalente di Norcia».

Forza Italia A parlare i neo parlamentari di Forza Italia Polidori, Nevi e Modena «Nel nostro Paese il groviglio normativo asfalta la solidarietà, pone una pietra tombale sulla speranza e a farne le spese è chi lavora in prima fila e onestamente per risolvere le emergenze. Dobbiamo ridare serenità a chi opera giustamente nelle zone terremotate e a chi rischia, ogni giorno, di risponderne in prima persona: il governo ha poteri ordinatori e derogatori e li deve usare per difendere non un singolo, ma le istituzioni e il rispetto di chi le serve ogni singolo giorno».

Lega Stessa lunghezza d’onda i parlamentari della Lega Candiani, Caparvi, Briziarelli, Tesei, Marchetti, Pillon: «La rinascita delle popolazioni terremotate è vittima della burocrazia, delle normative e delle ordinanze d’emergenza poco chiare. C’è un apparato burocratico che vive per se stesso, indifferente rispetto alle situazioni e al dolore dei terremotati – si legge nella nota – spetta alla politica dare risposte concrete e riscrivere le regole in modo chiaro e inequivocabile».

3 risposte a “Sequestro Norcia, Alemanno: «Se così fuorilegge anche case e scuole. Valuto dimissioni»”

  1. Sandro fortunati ha detto:

    È tutto da fare piangere. Per disposizioni mal scritte od incomplete o per un insieme di disposizioni varie non si esamina se alcuni problemi sono stati o non sono stati risolti. Come dire che in assenza di una legge dettagliatissima sulla ricostruzione non si può ricostruire se non sono assolutamente rispettati tutti i vincoli associati alla normalità. Una pazzia nei termini che consente ancora una volta alla magistratura di colpire la politica. Non se ne può più. Quando comincerà a pagare un magistrato per i suoi errori?

  2. Carol ha detto:

    Ormai da troppi anni ľItalia è governata dalla magistratura, gli organi democraticamente eletti, dal Parlamento agli Enti Locali, sono sistematicamente succubi delle decisioni dei vari TAR, Corte Costuzionale ecc… Occorre riformare tutta la magistratura, normalizzarla e ricondurla nel suo ambito.

  3. RICCARDINO ha detto:

    TUTTI A SPOLETO DAVANTI ALLA PROCURA A MANIFESTARE COSA STIAMO AD ASPETTARE SVEGLIAMOCI, ALZIAMO IL SEDERE SALIAMO IN AUTO E ANDIAMO.

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