mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 22:58

Scontri tra Casapound e Potere al popolo: cinque militanti rinviati a giudizio

Rissa a Ponte Felcino nel febbraio 2018 mentre attaccavano i manifesti. Il processo inizierà tra un anno

©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

Il gup Valerio D’Andria ha rinviato a giudizio alcuni militanti di Potere al Popolo e di Casapound indagati dalla Procura di Perugia per gli scontri avvenuti a Ponte Felcino nel febbraio 2018 prima delle elezioni politiche. Per loro il processo inizierà il 22 settembre 2019 dinanzi al giudice monocratico Francesco Loschi. Andranno a processo Mario Pasquino, 37 anni di Paola, il cugino Roberto Cencetti (38, originario di Scandiano) e i ‘neri’ Antonio Leonardo Ribecco (27, di Cariati), Leonardo Guerino Ranieri (29enne nato a Baden in Svizzera) e Andrea Tinozzi (perugino di 22 anni). Tutti quanti vengono accusati di rissa e di lesioni aggravate.

TUTTE LE ACCUSE

I fatti Secondo il consulente della Procura il militante rosso Mario Pasquino è stato ferito alla coscia sinistra e alla schiena con un’«arma bianca da punta e taglio non meglio individuata» da parte degli oppositori. Nel capo d’imputazione il pm Gemma Miliani contesta ai ‘neri’ di Casapound l’aggravante di aver «realizzato il fatto per commettere altro reato, in più persone riunite, con un’arma bianca e con uno strumento atto all’offesa». Per lesioni sono stati indagati anche i due esponenti di Potere al Popolo ritenuti responsabili di aver colpito a bastonate Antonio Ribecco, il leader perugino di Casapound candidato alla Camera.

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