giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 21:53

Scontri a Perugia, Casapound e Potere al popolo pensano di ritirare le denunce. Ma il processo va avanti lo stesso

Il procedimento penale proseguirà ugualmente considerato che i cinque imputati sono accusati di rissa e lesioni aggravate

Il luogo dell'aggressione (Foto F.Troccoli)

I militanti di Potere al Popolo e di Casapound finiti sotto processo per gli scontri avvenuti a Ponte Felcino nel febbraio 2018 prima delle elezioni politiche che avrebbero partorito il governo gialloverde stanno pensando di ritirare le rispettive denunce. E’ stato anticipato stamani nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al gup di Perugia Valerio D’Andria che ha convocato tutti per il prossimo 18 settembre. In ogni modo il procedimento penale andrà ugualmente avanti considerato che tutti gli imputati vengono accusati di rissa e lesioni aggravate, reati procedibili d’ufficio.

TUTTE LE ACCUSE

Contestata l’aggravante Secondo il consulente della Procura il militante rosso Mario Pasquino è stato ferito alla coscia sinistra e alla schiena con un’«arma bianca da punta e taglio non meglio individuata» da parte degli oppositori. Nel capo d’imputazione il pm Gemma Miliani contesta ai ‘neri’ di Casapound l’aggravante di aver «realizzato il fatto per commettere altro reato, in più persone riunite, con un’arma bianca e con uno strumento atto all’offesa». Per lesioni sono stati indagati anche i due esponenti di Potere al Popolo ritenuti responsabili di aver colpito a bastonate Antonio Ribecco, il leader perugino di Casapound candidato alla Camera.

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