domenica 5 aprile - Aggiornato alle 04:19

Scomparsa Lidia Secci, il cordoglio di Latini: «Donna determinata e con grande carica umana»

Il sindaco, Anpi e il consiglio comunale ricordano la donna morta a 96 anni, madre di Sergio, scomparso nella strage di Bologna

Sergio Secci

«Una donna determinata, gentile e con una grande carica di umanità». Così il sindaco di Terni Leonardo Latini ricorda Lidia Secci, mamma di Sergio, il giovane che ha perso la vita nella strage di Bologna del 1980. Lidia Secci è morta all’età di 96 anni. «Come sindaco mi associo al cordoglio per la scomparsa della signora Lidia Piccolini Secci, una donna determinata, gentile e con una grande carica di umanità, la cui storia personale si è legata a quella di Terni. Di lei ricordiamo la forza con la quale, insieme al marito Torquato, si è battuta per cercare di comprendere e individuare la verità sulla strage di Bologna del 1980 nella quale perse la vita il figlio Sergio. Intendiamo anche ricordarla – prosegue il sindaco – per le sue attività culturali, per aver condiviso e proseguito le passioni del marito per l’arte e per il nostro territorio, oltre che per le attività della Fondazione Secci, che continueranno e per le donazioni a favore della nostra biblioteca comunale».

Anpi Anche l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani provinciale «partecipa al dolore della città, per la perdita di Lidia Piccolini Secci». «Gli eventi tragici che hanno colpito la sua vita le hanno consegnato una missione, condivisa con suo marito Torquato, che lei ha scelto di vivere pienamente e a cui non si è mai sottratta, neanche quando le forze iniziavano a diminuire: la ricerca di verità e giustizia, per suo figlio Sergio ma anche per tutte le altre vittime della strage di Bologna. L’ abbiamo incontrata per l’ ultima volta proprio a ridosso della giornata di commemorazione dell’agosto 2019. Le abbiamo manifestato la nostra vicinanza e condiviso il nostro comunicato ufficiale. Una donna dolce, mite e riservata, grata, perché pensava, quasi, di non aver fatto abbastanza per meritare quella tessera ad honorem, come antifascista, che ogni anno sentivamo il dovere di riservarle. Eppure resta per noi e per tanti, un grande esempio di tenacia, di impegno civile e collettivo, finché la vita glielo ha permesso. Un riferimento importante che non dimenticheremo».

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