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martedì 27 settembre - Aggiornato alle 22:20

Scende dal Frecciarossa Perugia-Torino tirando il freno di emergenza e poi lancia sassi dal cavalcavia

L’episodio venerdì a Borghetto Lodigiano, in Lombardia. Protagonista un 22enne subito fermato dalle forze dell’ordine. «Gesto di un uomo alterato»

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Un treno Frecciarossa

Era a bordo del Frecciarossa Perugia-Torino l’uomo che, venerdì intorno alle 9.30, è sceso dal convoglio tirando il freno di emergenza per poi lanciare dei sassi e altri oggetti dal cavalcavia dell’A1. L’episodio è avvenuto all’altezza di Borghetto Lodigiano, in Lombardia. Protagonista dell’episodio è un 22enne in evidente stato di alterazione; il ragazzo è stato bloccato con un taser dalle forze dell’ordine intervenute sul posto. Secondo quanto ricostruito, intorno alle 9.30 il 22enne ha tirato il freno di emergenza, è sceso dal Frecciarossa ed è poi salito sul cavalcavia dell’A1, riuscendo a colpire una ventina di veicoli (compresa un’ambulanza) con sassi e altri oggetti; in pochi minuti gli automobilisti hanno segnalato alle forze dell’ordine quello che stava accadendo.

Fermato Sul posto sono arrivati anche i sanitari del 118, che hanno valutato le condizioni di salute di 31 persone: tre i feriti lievi accompagnati all’ospedale di Lodi e a quello di Codogno. Si tratta di due uomini di 22 e 65 anni e di Claudia Gobbato, deputata leghista di 35 anni che stava viaggiando in autostrada con il marito – alla guida – e i figli. La circolazione dei mezzi sull’autostrada A1 fra Lodi e Casalpusterlengo è rimasta bloccata per circa 40 minuti, mentre quella dei convogli ferroviari sulla linea Milano-Bologna è stata rallentata fino alle 10.20 con ritardi fino a 50 minuti per sette treni. Il 22enne, egiziano, di fronte alle forze dell’ordine ha minacciato di tagliarsi la gola con un taglierino; subito immobilizzato, è stato portato via in ambulanza. All’uomo verranno contestati i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Per il procuratore di Lodi si è trattato del «gesto di una persona alterata».

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