domenica 18 agosto - Aggiornato alle 17:55

Scandalo sanità, ‘Piramide’: Regione e Ausl Umbria 1 saranno parti civili nell’eventuale processo contro Perelli e altri 11

Lo ha stabilito il giudice di Perugia Lidia Brutti. Si torna in aula a metà ottobre

Il pm Mario Formisano con l'ex procuratore Luigi De Ficchy

di En.Ber.

La Regione dell’Umbria e l’Ausl Umbria 1 saranno parti civili nell’eventuale processo che potrebbe scaturire dall’inchiesta ‘Piramide’ sui presunti favori nell’ambito di un sistema di potere tra Regione e operatori farmaceutici e sanitari. Lo ha stabilito il gup di Perugia Lidia Brutti accogliendo le richieste degli avvocati Nicola Di Mario (Regione), Fernando Mucci e Francesco Blasi (Ausl). L’udienza nella quale si dovrebbe decidere l’eventuale rinvio a giudizio del dirigente del servizio accreditamento della Regione, Antonio Perelli, e di altre undici persone si terrà l’11 ottobre. Nel corso dell’inchiesta dei carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Mario Formisano, sono emersi presunti «favori sistematici nei confronti di alcuni operatori sanitari accreditati o da accreditare ai danni di altri». A vario titolo i reati contestati dalla Procura della Repubblica riguardano l’associazione per delinquere (contestata a sei), l’abuso d’ufficio, il favoreggiamento, la truffa, la concussione, il peculato e la rivelazione di segreti d’ufficio.

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