di Chiara Fabrizi
«Rispondi al cellulare e di a tua figlia che va tutto bene». Aveva una pistola puntata alla tempia Luigino Santirosi, l’imprenditore spoletino rapinato all’interno della propria villa insieme alla moglie Rosaria, quando il suo cellulare ha iniziato a squillare.
Rapina in villa con le pistole A raccontare alcuni particolari dei dieci minuti di terrore e delle telefonate susseguitesi durante l’azione del commando sono stati, domenica mattina, lo stesso sessantenne vittima della rapina e una delle figlie, che non era in casa, ma che per prima ha dato l’allarme al 113, non credendo alle rassicurazioni ricevute dal padre telefonicamente. Sì, perché quello che i cinque o sei rapinatori probabilmente non sapevano era che all’interno della proprietà, precisamente in una dépendance, c’era anche un’altra persona. Si tratta di una collaboratrice domestica della famiglia che, sabato sera, ha sentito rumori sospetti provenire dalle stanze della villa e ha quindi chiamato Santirosi al cellulare per chiedere cosa stesse accadendo. I banditi, l’imprenditore e la moglie hanno sentito gli squilli, ma nessuno ha risposto alla telefonata: «Mi chiedevano perché chiamasse, ma non gli ho detto che c’era in casa un’altra persona, per evitare di coinvolgerla». La chiamata senza risposta e i rumori che continuavano ad arrivare dalla villa non hanno tranquillizzato la colf.
«Rispondi e di a tua figlia che va tutto bene» La donna ha quindi allertato una delle figlie dell’imprenditore, che preoccupata ha subito telefonato al padre. Quando il telefono di Santirosi ha squillato di nuovo uno dei banditi gli ha puntato la pistola alla tempia, ordinandogli di rispondere e di dire che andava tutto bene «ma non ci ho creduto – ha raccontato la figlia – e ho dato l’allarme, solo dopo ho saputo che mentre parlavamo aveva una pistola puntata alla testa». Probabilmente le telefonate hanno spinto i rapinatori ad accelerare: l’assalto del commando è durato una decina di minuti, tempo che è bastato ai banditi per rastrellare tra 200 mila e 250 mila euro di valore e scappare da San Nicolò. Verosimilmente per una manciata di secondi, invece, i poliziotti non si sono imbattuti nel commando in fuga con orologi, oro e contanti.
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