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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 14:32

Radioterapie troppo forti a un bimbo di sei anni: medici a processo per lesioni

Perugia, cure del 200 per cento superiori rispetto a quelle prescritte per il piccolo paziente affetto da leucemia

©Fabrizio Troccoli

Una radioterapia alla testa del 200 per cento superiore rispetto a quella prescritta per curare la grave forma di leucemia di un bambino di sei anni. Due medici dell’ospedale, nello specifico un fisico-medico e all’allora dirigente medico della struttura complessa di radioterapia che aveva in cura il piccolo paziente, vengono accusati dai pm di Perugia di lesioni personali colpose. Il trattamento, avvenuto tra l’ottobre e il novembre del 2016, secondo chi indaga ha provocato nel bambino una patologia cerebrale dalla quale è scaturita «una grave regressione nelle capacità di cognizione e di ragionamento e un notevole deficit di coordinazione».

Gli atti Nelle carte giudiziarie si parla di «macroscopico errore di determinazione e calcolo della dose di irradiazione precauzionale encefalica» per il bambino. Il medico che aveva in cura il piccolo aveva prescritto «una dose pari a 1,5 Gray per ogni seduta», quella somministrata invece è stata di 4,5 Gray a seduta, «per un’irradiazione complessiva di 36 Gray (in forza di otto sedute), così da discostarsi e sostanzialmente aumentare del 200 per cento la dose di radioterapia prescritta al minore dal medico che lo aveva in cura».

Posizione di garanzia L’allora dirigente medico della struttura complessa di radioterapia oncologica è stata invece citata in giudizio in quanto «essendo titolare di una posizione di garanzia» nei confronti del bambino «ometteva di controllare e verificare che l’esecuzione del trattamento radioterapico fosse effettuata nei termini e nelle dosi rigorosamente indicati, così da contribuire causalmente all’insorgenza della patologia cerebrale che non si sarebbe verificata ove avesse compiutamente controllato la correttezza del trattamento radioterapico».

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