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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 02:51

Radioterapie sbagliate al bimbo malato di leucemia: oncologa condannata

Perugia, pena patteggiata per la professionista «spaventata dal processo». Il piccolo di sei anni riportò patologie cerebrali

di Enzo Beretta 

Il giudice Antonietta Martino ha accolto l’istanza di patteggiamento avanzata dall’ex oncologa dell’ospedale di Perugia finita sotto processo per un trattamento di radioterapia alla testa di un bambino di sei anni malato di leucemia, risultato superiore del 200 per cento, trattamento iniziato nel 2016 che ha provocato una patologia cerebrale al piccolo. Sulla richiesta di patteggiamento a sei mesi per l’ex dirigente medico della struttura complessa di radioterapia è stato espresso parere favorevole da parte della Procura della Repubblica.

«Il processo mi turberebbe» Nell’atto dell’avvocato Sesto Santucci si legge che «la dottoressa, pur ritenendo la sua condotta immune dagli addebiti mossi, non intende comunque sostenere un procedimento penale che la turberebbe oltre modo e che, anche per l’eventuale clamor, sarebbe difficile da sostenere per una professionista stimata ed apprezzata a livello nazionale da tutti i colleghi e da coloro con i quali ha avuto rapporti e attestati di stima, con l’effetto che la medesima, pur conscia di tale consapevolezza, intende definire il procedimento mediante l’istituto del patteggiamento».

L’ONCOLOGA: «IL PROCESSO MI SPAVENTA»

Sei mesi più le spese Martino ha perciò ratificato il patteggiamento a sei mesi di reclusione, pena sospesa, condannando la 68enne al pagamento delle spese alle parti civili – nonna paterna, nonni materni e zio materno del piccolo – assistite dall’avvocato Laura Modena.

Astensione Il magistrato titolare del fascicolo ha quindi rinviato il processo al 20 ottobre in quanto ha chiesto di astenersi dal giudizio nei confronti dell’altro imputato che aveva in cura il piccolo paziente, anch’egli accusato di lesioni personali e colpose. Nel capo d’accusa nei confronti del fisico medico si parla di «macroscopico errore di determinazione e calcolo della dose di irradiazione precauzionale encefalica» per il bambino. Indicata in 4,5 Gray a seduta «per un’irradiazione complessiva di 36 Gray (in forza di otto sedute), così da discostarsi e sostanzialmente aumentare del 200 per cento la dose di radioterapia prescritta al minore dal medico che lo aveva in cura» che aveva prescritto «una dose pari a 1,5 Gray per ogni seduta».

Patologia cerebrale Secondo i pm quel trattamento ha provocato nel bambino una patologia cerebrale dalla quale è scaturita «una grave regressione nelle capacità di cognizione e di ragionamento e un notevole deficit di coordinazione». Sulla richiesta di astensione del giudice dovrà ora pronunciarsi il presidente del tribunale.

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