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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 04:25

Pusher incastrato dai messaggi Whatsapp: la cocaina era nel cruscotto dell’Opel

Fermato a Magione, patteggia la condanna a 22 mesi di reclusione (più tremila euro di multa). Verrà espulso

©Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta 

Un pusher albanese di 31 anni, arrestato domenica pomeriggio a Magione, ha patteggiato la propria condanna a 22 mesi di reclusione (più tremila euro di multa) davanti al giudice Serena Ciliberto del tribunale di Perugia. Allo straniero sono state sequestrate quattro dosi di cocaina occultate nel vano cruscotto dell’Opel intercettata, dietro all’orologio – un quantitativo ritenuto utile per confezionare 17 dosi – ma la Procura gli contesta altri due episodi di spaccio avvenuti durante gli ultimi mesi.

Gli sms su Whatsapp Agli atti del fascicolo ci sono finiti gli sms che l’albanese (difeso da Donatella Panzarola e Nicola Barocci) si era scambiato su Whatsapp nell’ultimo periodo con alcuni acquirenti le cui testimonianze sono state prese a verbale. I numerosi viaggi tra Perugia e l’Albania hanno fatto insospettire gli investigatori: l’indagato ha spiegato che nel suo Paese d’origine vive la moglie. La pubblica accusa è stata rappresentata in aula dal pm onorario Gianluca Proietti, l’arresto è stato eseguito quando il sostituto di turno era Patrizia Mattei. L’uomo, che come detto ha patteggiato la pena a un anno e dieci mesi di reclusione pena sospesa, è tornato in libertà. È stato concesso il nulla osta per l’espulsione dall’Italia.

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