lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 05:24

Pugno mortale a Norcia, revocati gli arresti domiciliari a Salvatori

Scatta l’obbligo di dimora nella comunità romagnola. Processo agli sgoccioli, consulenti: «Senza pugno Tiberi non sarebbe morto»

Emanuele Tiberi morto dopo un un pugno

di Chiara Fabrizi

Revocati gli arresti domiciliari ma scatta l’obbligo di dimora per Cristian Salvatori, che resterà nella comunità romagnola dove si trova già da mesi. La decisione del gup Margherita Amodeo, sull’imputato per l’omicidio preteritenzionale di Emanuele Tiberi del 27 luglio 2018, è arrivata a margine dell’udienza a porte in chiuse per l’esame dei consulenti super partes, a cui è stato chiesto di indicare le cause di morte del giovane, colpito da Salvatori con pugno alla testa sferrato alla 4.30 del mattino davanti al pub di Norcia.

Consulenti in aula Il medico legale Mauro Silvestrini e il neurologo Adriano Tagliabracci hanno sostanzialmente escluso «un’origine spontanea dell’emorragia, legata alla rottura di un aneurisma, che non è dimostrabile», come si legge nella consulenza di quasi 70 pagine consegnata al sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno, alle parti civili e alla difesa che, con gli avvocati difensori David Brunelli e Francesco Crisi, aveva evidenziato quella che i due consulenti chiamano «apparente sproporzione tra il trauma subito e la massività del danno cerebrale», mettendo conseguentemente nel mirino l’alcol e la droga rilevati nel corpo della vittima.

«Senza pugno non sarebbe morto» Ipotesi sempre respinta dai consulenti dei familiari, rappresentati in aula dagli avvocati Andrea Andreini e Giovanni Ranalli. Sul punto i due prof universitari nominati dal gup, nell’ambito del processo abbreviato condizionato proprio alla perizia, scrivono che «l’insieme dei dati disponibili supporta l’ipotesi del ruolo concausale del trauma subito nell’induzione dell’emorragia cerebrale». Il pugno e la caduta conseguente, quindi, sono per i consulenti concausa di morte, fermo restando che la condizione della vittima «prima del decesso non sarebbe stata da sola sufficiente a determinare l’evento di morte, in assenza cioè del trauma diretto/indiretto», provocato dal colpo sferrato da Salvatori.

Hempiness music festival Il processo è in dirittura di arrivo, con la discussione fissati ai primi giorni di settembre, quando arriverà anche la sentenza di primo grado per l’omicidio preterintezionale di Emanuele. Un anno dopo, ma prima della giustizia, arriva anche la commemorazione speciale organizzata dagli amici del giovane con la passione per la musica, che sarà ricordato a Norcia con l’Hempiness music festival al via il primo agosto nei terreni dell’azienda agricola di famiglia, che ospiteranno una maratona di tre giorni di concerti per ricordare Emanuele.

@chilodice

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