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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 18:28

Prezzi dei carburanti, 90 violazioni scovate dalla guardia di finanza in Umbria

Il dato è emerso in occasione della cerimonia per il 248esimo della fondazione del Corpo: «Pnrr, anche per l’Umbria occasione unica»

Un distributore

Sono 90 in questi primi mesi dell’anno le violazioni riscontrate dalla guardia di finanza in Umbria a proposito della normativa relativa ai prezzi praticati dai distributori di carburanti. Il dato è emerso giovedì a Perugia dove alla caserma «Domenico Furbini», sede del comando regionale, è stato celebrato il 248esimo anniversario della fondazione del Corpo. Nel suo intervento il generale Alberto Reda, comandante generale, ha spiegato che «la nostra attenzione resta altissima anche sul fronte delle possibili speculazioni sui prezzi. Ciò – ha detto – tenuto conto che il persistente rialzo dei prezzi dei prodotti energetici potrebbe alimentare condotte evasive o speculative a danno di imprese e consumatori». In tutto nell’ultimo anno sono stati 130 i controlli.

Energia L’attenzione del Corpo è rimasta quindi alta a proposito del contrasto alle frodi fiscali, con «una particolare attenzione al settore dei prodotti energetici – ha continuato il generale – oggi di stretta attualità e fortemente esposto a fenomeni di evasione dell’Iva e delle accise che, oltre a danneggiare il gettito erariale, producono effetti distorsivi della concorrenza». Più in generale Reda ha parlato di un’Umbria che «per le sue dimensioni, ma anche per i legami intersettoriali fortemente dipendenti dall’esterno, è strettamente collegata alle sorti del paese. In un contesto di questo tipo – ha aggiunto – come è stato autorevolmente detto, in più occasioni, ai massimi livelli di governo, vanno ben finalizzati, nei prossimi mesi, i fattori favorevoli, quali la realizzazione del piano di investimenti pubblici previsti dal Pnrr. Si tratta di occasioni uniche e imperdibili». Tutti fronti sui quali la Finanza rafforzerà i controlli.

L’attività La linea di azione del Corpo si sviluppa su tre fronti: il contrasto all’evasione, la tutela della spesa pubblica e la lotta alla criminalità. Partendo dal primo, dal gennaio 2021 al maggio scorso sono stati scoperti 160 evasori totali e 207 lavoratori in nero o irregolari; oltre 280 le indagini di polizia giudiziaria, che hanno portato alla denuncia di 325 soggetti per reati fiscali, principalmente riguardanti l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazioni omesse o fraudolente. Nel complesso si parla di sequestri di beni per 160 milioni di euro, con sei casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente riconducibili alla fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale; il tutto ha permesso di recuperare 14 milioni di euro di imponibile. Venendo alla tutela della spesa pubblica, il bilancio diffuso giovedì parla di oltre 1.100 interventi, con la segnalazione alla Corte dei conti di presunti danni erariali per circa 13 milioni di euro a carico di 91 persone e 13 denunce riguardo ad appalti e anticorruzione.

I numeri Circa 700 invece le persone denunciate per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza, con il recupero di circa 3,6 milioni di euro. Venendo alla tutela del mercato dei capitali, sono stati 1.080 gli interventi delle fiamme gialle che – tra antiriciclaggio, usura e reati fallimentari e societari – hanno portato a 370 denunce, 17 arresti e un valore del riciclaggio accertato pari a 24 milioni di euro. A oltre 550 mila euro, inoltre, ammontano i sequestri operati nei confronti di sette persone accusate di usura. Importante l’attività anche per quanto riguarda la normativa antimafia: 114 gli accertamenti patrimoniali con provvedimenti di sequestro e confisca per 21 milioni di euro. Oltre 608 mila poi sono stati i prodotti industriali contraffatti finiti sotto sequestro.
Dai controlli fatti per contrastare il traffico di droga invece sono scaturiti 47 arresti, 121 denunce e quasi mille chili di sostanze sequestrate (in particolare hashish, marijuana e cannabis)

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