giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:34

Disco inferno: «Fai gli auguri al mio amico che si sposa?». E la ‘vodkalist’ gli spacca il naso col microfono

L’episodio nell’estate del 2016 in un locale del Perugino. Un 33enne di Spello chiede 18 mila euro di risarcimento

Discoteca, foto generica archivio U24

di Daniele Bovi

«Scusa potresti fare gli auguri al mio amico che domani si sposa? Sei tu la vocalist?». La risposta di una 36enne milanese all’interno di una discoteca non è stata un sì o un no bensì – dopo una battuta in realtà non riuscitissima – due microfonate con le quali ha rotto il naso a un 33enne spellano. L’episodio risale all’estate di due anni fa ed è avvenuto in un locale della provincia di Perugia, dove il 33enne con una decina di persone stava festeggiando l’addio al celibato di un amico. La vocalist è imputata per il reato di lesioni personali e martedì l’avvocato Giovanni Picuti, che assiste il 33enne, durante l’udienza dibattimentale di fronte al Tribunale di Perugia ha chiesto un risarcimento di 18 mila euro.

La vicenda Stando all’atto di citazione firmato dal pm Annamaria Greco alla base di tutto ci sono i soliti «futili motivi», chiariti dal 33enne nella memoria difensiva. Nel luglio 2016 durante la serata dedicata all’addio al celibato la comitiva scende, poco dopo l’una di notte, in una sala del piano inferiore. Qui l’uomo nota una ragazza bionda con un microfono in mano. Per celebrare l’amico lo spellano si avvicina a lei e le fa la proposta: «Scusa potresti fare gli auguri al mio amico che domani si sposa? Sei tu la vocalist?». Con un gioco di parole, non brillantissimo, lei le avrebbe risposto così: «Io non sono la vocalist, sono la vodkalist!». E poi le due microfonate.

In vodka veritas Riaperti gli occhi vede la «vodkalist» che lo guarda «con scherno», opportunamente protetta dietro a quattro addetti alla sicurezza. Sotto shock e con il volto pieno di sangue il 33enne va dal capo della sicurezza che lo accompagna al bar, così da trovare un po’ di ghiaccio per i primi medicamenti. Qui c’è già il proprietario del locale – comprensibilmente preoccupato per quanto successo – di fronte al quale lei si scusa spiegando di aver bevuto troppo. Insomma, qualcosa la vodka c’entrava. Poi, giorni dopo, il 33enne scoprirà che la milanese è anche esperta di arti marziali. Nobili discipline che non prescrivono l’uso del microfono a mo’ di nunchaku. Il 4 giugno si terrà la prima udienza.

Twitter @DanieleBovi

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