mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 21:55

Perugia, altro incendio alla Biondi recuperi. Ordinanza del Comune: i divieti

A 15 mesi di distanza nuovo rogo: in fiamme 30 metri cubi di plastica, legno e ingombranti. Romizi: «Non possiamo ammetterlo»

di Daniele Bovi

A poco più di un anno di distanza e a pochi giorni dall’episodio di Trevi, un nuovo incendio è scoppiato all’interno della Biondi recuperi di Ponte San Giovanni, anche se stavolta le conseguenze sembrano meno gravi rispetto al 10 marzo del 2019, quando il rogo esplose sempre una domenica pomeriggio. Le fiamme sono divampate all’interno del piazzale della ditta che si occupa di smaltimento e trattamento dei rifiuti e hanno interessato, come riferisce il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Perugia Michele Zappia, molto materiale plastico; in totale si tratta di circa 30 metri cubi tra plastica, legno e altri ingombranti. Il rogo scoppiato nella zona industriale di Ponte San Giovanni (l’azienda si trova in via della Tecnica) ha provocato una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, dall’area del Trasimeno a quella dell’Eugubino.

VIDEO: IL ROGO

COMMISSIONE ECOMAFIE: «SERVE PROGRAMMAZIONE»

Il rogo Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche i carabinieri di Ponte San Giovanni, quelli del Noe che dovranno stabilire le cause, i tecnici dell’Usl e quelli dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Al momento, come riferito dal comandante dei vigili del fuoco, non è possibile stabilire come mai sia scoppiato questo nuovo incendio, domato grazie al lavoro di 20 uomini arrivati con 8 automezzi: «Si tratta di un rogo più limitato e piccolo – ha detto Zappia – rispetto a quello del 2019; l’arrivo tempestivo dei miei uomini ha evitato conseguenze ben più gravi. L’incendio ha interessato molto materiale plastico, lo stesso dell’anno scorso, mentre sull’origine al momento non si può ipotizzare nulla». A Ponte San Giovanni è arrivato nel pomeriggio anche il sindaco Andrea Romizi.

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Non possiamo ammetterlo «Fortunatamente – ha detto – l’incendio è ora sotto controllo e la portata sembrerebbe più ridotta rispetto alla volta precedente, così come il materiale interessato». Chiaro però che «due episodi del genere in un lasso di tempo circoscritto» impongano di analizzare al meglio la situazione di un’azienda che si trova in un’area densamente popolata: «Con Usl e Arpa – ha sottolineato il sindaco – saranno fatte tutte le verifiche del caso nelle prossime ore anche per dare indicazioni ai cittadini. Alle autorità competenti chiediamo massima attenzione e scrupolo: non possiamo ammettere che si verifichino episodi del genere in un’area del genere in lassi temporali così brevi». In attesa delle analisi che saranno fatte nelle prossime ore, il Comune nella serata di domenica ha emesso un’ordinanza che, come la volta precedente, impone una serie di divieti.

VIDEO: I RIFIUTI IN FIAMME

L’ordinanza e la rabbia Sulla base delle prime valutazioni di Arpa e Usl il provvedimento ordina, in un raggio di 3 chilometri, il consumo di cibo solo dopo accurato lavaggio, il divieto di mangiare, specialmente per i soggetti più a rischio, quelli coltivati in zona, di raccogliere funghi, di far pascolare gli animali e di utilizzare foraggi coltivati nell’area. Infine, alle tante aziende che si trovano nel raggio di 3 km viene chiesto di provvedere alla manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione. A Ponte San Giovanni e Balanzano intanto dopo l’ennesimo episodio c’è rabbia e una «insofferenza – ha commentato il sindaco – che è comprensibile. Ci faremo portatori delle istanze dei cittadini». I tanti abitanti del quartiere e gli imprenditori chiedono risposte e soluzioni; le stesse chieste anche dopo il 2019, quando alla Biondi arrivò anche la commissione Ecomafie che, nella sua relazione finale, chiede attenzione anche sul fenomeno dei roghi.

Twitter @DanieleBovi

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