mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 02:58

Pm Spoleto: «Il Centro Polivalente di Norcia è abusivo e tutt’altro che temporaneo»

Nelle carte della Procura spuntano la ‘truffa di etichette’ e due email della Soprintendenza. ‘Forzata la normativa di emergenza’

di Enzo Beretta

Il Centro Polivalente di Norcia è «un’opera abusiva tutt’altro che temporanea». E’ scritto nella richiesta di sequestro preventivo inoltrata dalla Procura di Spoleto al gip Francesco Salerno. «Il manufatto – spiegano i magistrati inquirenti coordinati da Alessandro Cannevale – ha fondamenta in calcestruzzo armato spesse 40 centimetri poggianti su uno strato misto stabilizzato e adeguato di conglomerato cementizio magro di 90 centimetri dove è stata stabilmente ancorata, mediante piastre metalliche e tirafondi, la struttura in elevazione. Tale tipologia costruttiva e di materiali impiegati (tra cui ferro) sono tipici di opere stabilmente ancorate al suolo, prive, pertanto, delle caratteristiche di precarietà». Inoltre – viene specificato – «l’area su cui insiste l’edificio è stata dotata delle opere di urbanizzazione primaria come rete di fognatura, idrica ed elettrica, con conseguente trasformazione permanente del suolo».

Zona sottoposta a vincolo paesaggistico Secondo i magistrati, che hanno iscritto nel registro degli indagati il sindaco Nicola Alemanno (Forza Italia) e l’archistar Stefano Boeri direttore dei lavori, la struttura realizzata nel Parco nazionale dei Monti Sibillini coi fondi raccolti in piena emergenza terremoto dal Corriere della Sera e da TgLa7 è «abusiva sotto il profilo urbanistico in quanto comportante una trasformazione permanente del suolo inedificato e quindi mancante di permesso a costruire, tra l’altro neppure astrattamente rilasciabile in ragione del vincolo di inedificabilità assoluta, nonché integrante reato paesaggistico, essendo stata realizzata in mancanza della necessaria autorizzazione in zona sottoposta a tutele paesaggistiche rafforzate».

Con sequestro stop a costruzione di altri quattro padiglioni «La struttura dell’opera», la «sua sostanziale permanenza e soprattutto l’uso intrapreso» sono «incompatibili con la salvaguardia del valore paesaggistico e ambientale della zona». E la struttura realizzata «costituisce solo il primo lotto nell’ambito di un ben più ampio progetto che prevede la realizzazione di altri padiglioni disposti a raggiera intorno a una piazza centrale»: «Essendo connessa alla costruzione, in un tempo a oggi non determinato, di ulteriori imponenti opere, per questo solo fatto la struttura già realizzata è destinata a permanere per un periodo indefinito senza alcuna concreta prospettiva di futura rimozione alla cessazione dell’emergenza».

Scompare la parola ‘permanente In un passaggio del provvedimento – i pm parlano anche di una «sostanziale truffa delle etichette» legata alla «scomparsa dell’aggettivo permanente», con riferimento alla struttura, dagli atti preliminari all’ordinanza. E’ «evidente» – concludono – che la realizzazione della sala polivalente non rientra dal punto di vista cronologico nella fase di prima emergenza né può essere ricondotta alla funzione di assistenza e ricovero delle popolazioni colpite che si riferisce alla prima assistenza e non certo alla assicurazione di futuri presidi di protezione civile o di centri congressuali».

Le email di denuncia della Soprintendenza Nell’atto vengono indicate due email inviate dalla Soprintendenza al Comune di Norcia attraverso le quali il ministero denuncia l’omissione, da parte dell’Ente, «della comunicazione della volontà del progetto edificatorio». «Un’interessante interlocuzione – la definiscono i magistrati – che ha posto in luce come il Comune abbia apertamente violato la normativa di tutela dei siti di possibile interesse archeologico, provvedendo di sua iniziativa all’esecuzione di scavi preliminari che invece competevano al personale qualificato del Mibact dislocato in via urgente sul cantiere». Dalla prima email emerge che «l’ente preposto alla tutela del vincolo non è stata proprio posta in condizione di valutare se l’opera realizzanda rientrasse o meno tra quelle in relazione alle quali era consentito prescindere dal parere» mentre la seconda, inviata il giorno dopo, il 9 marzo 2017, «rende evidente che la Soprintendenza ha chiaramente manifestato al sindaco che la procedura derogatoria dell’autorizzazione paesaggistica sarebbe stata ammissibile solo se ancorata alla peculiare destinazione dell’opera e alla sua temporaneità e reversibilità, e per tale ragione ha chiesto di conoscere finalità e caratteristiche costruttive». I pm Alessandro Cannevale, Gennaro Iannarone e Patrizia Mattei sembrano convinti che «la mancata risposta» costituisca «un fortissimo indizio della colpevolezza della forzatura della normativa emergenziale».

Una replica a “Pm Spoleto: «Il Centro Polivalente di Norcia è abusivo e tutt’altro che temporaneo»”

  1. RANALLI TOMMASO ha detto:

    le disgrazie non vengono capite fin quando toccano GLI ALTRI , MA GLI ALTRI SONO IL

    NOSTRO PROSIMO DA AMARE COME NOI STESSI cosi diveva in certo GESU ………e

    quanto mi hanno insegnato i miei genitori poveri e umili contadini , solideriatà

    alle popolazioni colpite dal teremoto che il Signore dia loro coraggio e

    detrminazione per andare avanti e risollevarsi

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