lunedì 24 aprile - Aggiornato alle 19:06

Bracconaggio ittico al Trasimeno: liberati 350 chili di pesce

Oltre 43 chili di pesce morto è stato trovato all’interno delle reti illegali

 

Ancora bracconaggio nelle acque dei laghi umbri. Questa volta le guardie giurate volontarie della Fipsas hanno hanno trovato sette tofi (complesse reti a campana contenenti più inganni) e 2 guide (reti per indirizzare i pesci all’interno del tofo), strumenti utilizzati per la pesca, non conformi alla normativa in quanto non ‘identificati’ con sigla del proprietario, posizionate in località Ponte della Torre, nelle acque del canale dell’Anguillara, affluente del Trasimeno, contenenti 350 chili di pesce vivo e 43.50 chili di pesce morto e in stato avanzato di putrefazione.

Pesce liberato Tutti gli esemplari ancora vivi di cavedani, tinche e carassi sono stati immediatamente liberati in acqua. Sono in corso le indagini per risalire ai responsabili degli episodi di bracconaggio ittico.