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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 15:32

Perugia, venti candidati per la successione di De Ficchy in Procura

L’attuale capo andrà in pensione all’inizio di giugno. Bando chiuso: Cantone tra i papabili. Da coprire anche la poltrona da aggiunto

Il procuratore Luigi De Ficchy © Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Sono venti i magistrati che hanno presentato la domanda per sostituire Luigi De Ficchy alla Procura della Repubblica di Perugia. Il 1° giugno l’attuale capo avrà compiuto il suo 70mo compleanno; il giorno dopo andrà in pensione e il suo posto sarà vacante. Spetterà perciò al Csm decidere chi riceverà in eredità la sua poltrona al secondo piano di via Fiorenzo di Lorenzo. Il bando è ufficialmente chiuso. A livello centrale Perugia viene tenuta molto in considerazione in quanto i magistrati umbri hanno competenza sui reati commessi o subiti dai colleghi di Roma.

C’è anche Raffaele Cantone Girano tante voci con veri o presunti papabili ma la partita è apertissima. Nella lista sono rappresentate tutte le correnti, da sinistra a destra. Tra gli aspiranti i nomi più gettonati sono quello di Francesco Prete (attuale capo a Velletri), Giuseppe Borrelli (guida la Dda di Napoli), Alessandro Cannevale (numero uno a Spoleto), Raffaele Cantone (il presidente di Anac è fuori ruolo dal 2014 ossia da quando Matteo Renzi lo ha nominato al vertice dell’anticorruzione), Giuseppe De Falco (procuratore di Frosinone) e Antonio D’Amato (aggiunto a Santa Maria Capua Vetere). I primi tre sono legati a Unicost, Cantone e De Falco ad Area, D’Amato invece a Magistratura indipendente.

Tutti gli altri nomi Gli altri pretendenti sono Antonio Guerriero (procuratore di Teramo), Laura Triassi (pm Potenza), Giovanni Rossi (procuratore capo dei minori di Perugia), Roberto Rossi (capo ad Arezzo, in carriera si è occupato di inchieste su Banca Etruria), Alessandro Mancini (capo a Ravenna, fratello di Marco, ex numero due del Sismi all’epoca di Pollari), Lino Giorgio Bruno (aggiunto a Bari), Francesca Romana Pirrelli (aggiunto a Foggia), Paolo Micheli (consigliere di Cassazione), Stefano Pesci (sostituto a Roma), Luca Masini (procuratore capo reggente a Salerno), Alberto Liguori (capo di Terni), Carmelo Emilio Amelio (pm a Roma), Calogero Gaetano Paci (aggiunto a Reggio Calabria) e Catello Maresca (il pm di Napoli vive sotto scorta dal 2007 e in carriera ha arrestato il superlatitante Michele Zagaria).

Il posto da aggiunto Quella al vertice, in ogni modo, non è l’unica partita che si gioca: c’è infatti da rimpiazzare Antonella Duchini nel ruolo di aggiunto (trasferita ad Ancona quando è stata indagata dai pm di Firenze). In questo caso sono 19 i curriculum depositati. Alcuni nomi si ripetono: Giovanni Rossi (il suo direttivo alla Procura minorile è ormai prossimo alla scadenza), Paolo Micheli (consigliere della quinta sezione della Suprema Corte), Amelio e Maresca. Tre gli ‘interni’ perugini che provano il salto da sostituto ad aggiunto: si tratta di Giuseppe Petrazzini, Valentina Manuali e Manuela Comodi (in ordine di anzianità di servizio). A questi si aggiungono i tre pm romani Vittorio Pilla, Corrado Fasanelli e Alberto Pioletti. Ecco poi Franco Pacifici (pm Viterbo), Tonino Di Bona (pm Frosinone), Filippo Santangelo (pm Forlì), Gianfederica Dito (dirigente al ministero), Maria Cristina Ribera (pm Napoli), Rossella Poggioli (sostituto a Bologna), Giovanni Taglialatela (pm Velletri), Antonio Clemente (capo a Larino) e Carla Canaia (pm Brescia).

Cinque per la Corte d’appello civile Per quanto riguarda, infine, la presidenza della Corte d’appello civile di Perugia puntano a occupare la poltrona di Silvio Alunni Magrini quattro colleghi perugini: Giancarlo Massei, Paolo Vadalà, Sergio Cutrona e Claudia Matteini. Dalla Basilicata ha fatto domanda Ettore Luigi Nesti.

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