sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 11:53

Perugia, un anno di incidenti in una mappa: le strade più pericolose in auto e a piedi

Geolocalizzati quasi 400 sinistri: punti caldi la Pievaiola, via Settevalli, Fontivegge e gli svincoli. Pedoni nel mirino al Capitini e a piazza Grimana

La heatmap degli incidenti stradali a Perugia (Dati Istat, elborazione Ing Tommaso Sansone)

di Ivano Porfiri

Via Pievaiola all’incrocio con via Sicilia, via Settevalli, l’incrocio tra via Palermo e la Pallotta, Ferro di Cavallo, via della Scuola a Ponte San Giovanni e gli svincoli del raccordo Perugia-Bettolle. Non sorprenderà molti perugini sapere che questi sono i punti dove avvengono più incidenti stradali. Così come che i pedoni rischiano l’osso del collo attraversando davanti al Capitini su viale Centova, in via XIV Settembre, intorno alla stazione di Fontivegge e a piazza Grimana. Ma ragionare con i numeri posizionati su una mappa è una novità per Perugia. Umbria24 la pubblica grazie ai dati Istat relativi al 2016 georeferenziati ed elaborati dall’ingegner Tommaso Sansone, che ha fatto lo stesso lavoro per diverse altre città italiane (Roma, Torino, Firenze e Bologna ad esempio) fornendo ai cittadini e a chi amministra, oltre ai dati, uno strumento preziosissimo per la comprensione del fenomeno e l’elaborazione di strategie efficaci di contrasto.

Mappe e difficoltà L’ingegner Sansone ha iniziato il suo lavoro divulgativo (iniziato con un’operazione di civil hacking su The Submarine e poi perlopiù su Bikeitalia ma in questo caso concesso in esclusiva a Umbria24) non senza difficoltà. Oggi, infatti, per quasi tutte le città italiane, i dati georeferenziati degli incidenti stradali risultano irreperibili o protetti da normative che li rendono impubblicabili. Il fatto è che il database c’è e Istat (che raccoglie i dati sugli incidenti con morti e feriti da tutti gli enti pubblici) lo usa per le sue elaborazioni e lo rilascia tra i microdati. Qui, fino al 2016, c’era anche l’indirizzo (seppur senza coordinate geografiche) rilevato dalle forze dell’ordine. Dal 2017, quando è iniziata l’attività divulgativa e l’interesse anche di altri giornalisti, la colonna con l’indirizzo non c’è più. E viene da chiedersi il perché. In verità, la spiegazione è che si pone la questione della privacy e della possibilità dell’individuazione delle vittime di un singolo sinistro, anche se è evidente che la mappa ha ben altri scopi. Un esempio: lo stesso Sansone nella sua mappatura degli incidenti di Roma, nel giugno 2018 aveva scritto letteralmente che «l’Area circostante l’incrocio tra Corso di Francia e Via del Foro Italico», ovvero il punto dove di recente sono state investite e uccise Gaia e Camilla, era uno tra i più pericolosi e che andava messo in sicurezza. Senza fare voli pindarici, se chi ha responsabilità intervenisse sui punti critici evidenziati dalle mappe, magari si potrebbe salvare qualche vita umana.

Come leggere la mappa Venendo a Perugia, come detto sono stati utilizzati i dati Istat del 2016 per costruire una mappa degli incidenti stradali con feriti, sebbene in formato ridotto e di georeferenziazione approssimata. Sansone è riuscito a localizzare il 75% del dato (386 incidenti su un totale di 516), anche se per alcuni sinistri la posizione viene assunta nel centroide della via (ovvero le coordinate di posizionamento del toponimo sulla cartografia Igm) anziché nel punto esatto dell’impatto. E ciò dipende da come il rilevatore ha riportato i dati dell’incidente. Si è scelto di rappresentare gli incidenti in cui è rimasto coinvolto almeno un pedone con un’icona circolare blu opaca al 20%, tutti gli altri con un’icona circolare rossa opaca al 20%. Di conseguenza, i punti che risultano totalmente opachi (blu o rossi al 100%) indicano la sovrapposizione di almeno 5 sinistri nello stesso punto, quelli opachi al 60% indicano la sovrapposizione di 3 incidenti, e così via. In ogni caso, quanto più intensa la gradazione di colore, tanto più elevato il rischio di sinistro.

I numeri Dal database Istat si ricava che nel 35% dei casi l’incidente avvenuto in corrispondenza di un incrocio o di una rotatoria, nel 51% dei casi avvenuto sul rettilineo, nel 15% dei casi il tessuto stradale coinvolgeva un tratto curvilineo. Nel 13% dei casi è stato investito un pedone e solo nell’1% è rimasto ferito un ciclista. Ogni 100 incidenti a Perugia si verificano un morto e 130 feriti. In totale, nei 516 incidenti del 2016 si contano 674 feriti e 5 morti. I dati mostrano un calo deciso dai 1.553 feriti del 2001 e dai 22 morti del 2007, ma da alcuni anni la tendenza si è fermata e il trend è piuttosto stabile, come mostra l’elaborazione di Umbria24 qui sopra.

ECCO LE STRADE PIU’ PERICOLOSE DELL’UMBRIA

I punti critici Da un’osservazione della mappa, emerge come i tratti con più elevato numero di incidenti siano: via Pievaiola soprattutto nel tratto iniziale all’incrocio con via Sicilia, nel centro abitato di San Sisto e al bivio di Strozzacapponi; via Settevalli specie nei pressi dell’incrocio con via Tuzi; la zona intorno a Fontivegge tra via Mario Angeloni e via Cortonese; via Palermo all’incrocio con via della Pallotta; la galleria Kennedy. Uscendo verso le periferie, l’incrocio fra via sandro Penna e via Pantaleoni a Sant’Andrea delle Fratte; via della Scuola e via Manzoni a Ponte San Giovanni; via Firenze a Ferro di Cavallo. E poi gli svincoli del raccordo Perugia Bettolle, da quello di Olmo lungo Strada Trasimeno Ovest a quello di Piscille.

Pedoni nel mirino Gli incidenti con pedoni coinvolti, pure, hanno punti maggiormente critici: viale Centova di fronte al Capitini; via XIV Settembre tra il sottopasso e la galleria Kennedy; nei pressi della farmacia di Madonna Alta; intorno alla stazione specie tra via Sicilia e via Pievaiola; piazza Grimana e l’imbocco di corso Garibaldi; via Annibale Vecchi a Elce; via della Scuola a Ponte San Giovanni; viale San Sisto.

Traffic calming Dato che la letteratura scientifica riconosce la velocità di marcia come il fattore più significativo nel determinare il rischio di impatto e il tasso di sopravvivenza delle vittime (come mostra il grafico sottostante), e dato che a Perugia oltre la metà dei sinistri avviene nelle vie rettilinee, secondo l’ingegner Sansone, per abbattere drasticamente il rischio e la violenza degli incidenti bisognerebbe iniziare col dotare i rettilinei degli appositi elementi architettonici per il traffic calming – quali ad esempio chicane, strozzature, dossi e attraversamenti pedonali rialzati.

 

 

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