martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 18:17

Perugia, Salvini non va in tribunale neanche domani: il ministro diserta per la terza volta

Chiede 30 mila euro di risarcimento. Ma dopo il blitz per festeggiare le dimissioni della Marini (lo stesso giorno dell’udienza) ecco la riunione con i gestori delle discoteche

Matteo Salvini

di En.Ber.

Matteo Salvini non sembra particolarmente interessato al processo di Perugia in cui è parte civile per una presunta diffamazione ricevuta su Facebook. Dopo gli «impegni elettorali» che ad aprile lo avevano tenuto lontano dal palazzo di giustizia – ironia della sorte l’udienza era convocata lo stesso giorno in cui ha deciso di raggiungere piazza Italia per celebrare le dimissioni della governatrice Catiuscia Marini travolta da Concorsopoli – ecco un’altra rinuncia a incontrare il giudice monocratico Francesco Loschi che attende fiducioso di ascoltare la sua deposizione.
Ancora una volta attraverso una lettera scritta su carta intestata del Ministero dell’Interno il segretario della Lega Nord anticipa che diserterà.

IL PROCESSO: CHIESTI 30 MILA EURO DI RISARCIMENTO

Il testo della lettera al tribunale La comunicazione è del 9 luglio, ossia tre giorni prima del processo in programma per domani: «In relazione alla citazione a comparire davanti al giudice del tribunale di Perugia per il giorno 12 luglio alle ore 12 rappresento che non potrò essere presente per impegni istituzionali concorrenti. Sarò impegnato presso il Viminale alle ore 11 – scrive Salvini – dove era prefissato l’incontro con i rappresentanti delle associazioni dei gestori delle discoteche per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la prevenzione di fenomeni di illegalità». E’ la terza volta che Salvini non va in tribunale: lo aveva già fatto il 20 marzo e il 17 aprile, lo farà ancora il 12 luglio.

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