giovedì 5 dicembre - Aggiornato alle 19:26

Perugia, nuove accuse contro don Lucio Gatti: «Io, costretta a utilizzare biancheria intima in comune»

‘Rete L’Abuso’: la presunta vittima lamenta di aver svolto lavori pesanti come facchinaggio, muratura, falegnameria e giardinaggio

Don Lucio Gatti ( foto archivio Troccoli)

Un’altra accusa di violenza sessuale contro Don Lucio Gatti, il sacerdote perugino che nel 2014 patteggiò una condanna due anni di reclusione per abusi ai danni di alcuni ospiti delle Comunità Caritas di San Fatucchio di Castiglione del Lago, viene segnalata da «Rete L’Abuso, associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero». «La presunta vittima che all’epoca dei fatti aveva 12 anni – è scritto nel sito – pur non conoscendo il compagno di sventura che ha denunciato Don Lucio nel marzo 2016, racconta una storia drammaticamente identica che solleva pesanti interrogativi non solo sul suo operato ma anche sui servizi sociali perugini, accusati da entrambe le vittime di non averle adeguatamente tutelate».

‘Biancheria intima in comune’ «Nel racconto narrativo – prosegue la segnalazione – entrambe affermano di essere state prelevate, una 12enne e l’altra 13enne, e collocate dagli stessi servizi sociali in strutture decisamente inadeguate, costrette a convivere con adulti agli arresti domiciliari, tossicodipendenti o malati psichiatrici. Anche in questo caso – scrive ‘Rete L’Abuso’ – la presunta vittima lamenta di essere stata costretta a utilizzare biancheria intima in comune con gli altri, di essere stata sottoposta a sfruttamento e costretta a fare lavori pesanti e inadeguati come facchinaggio, muratura, falegnameria e giardinaggio che riguardavano indistintamente sia i minorenni che i maggiorenni». Secondo il sito Don Lucio Gatti «che nel 2012, in riferimento al primo processo penale, era stato sospeso a divinis dal vescovo Gualtiero Bassetti per cinque anni , dovrebbe proprio in questo periodo esaurire la sua condanna canonica». Il caso è seguito dalla ‘Rete L’Abuso’ e assegnato a un legale di fiducia, l’avvocato Cristiano Baroni, che nei giorni scorsi ha depositato insieme alla presunta vittima formale querela presso la Procura della Repubblica di Perugia.

2 risposte a “Perugia, nuove accuse contro don Lucio Gatti: «Io, costretta a utilizzare biancheria intima in comune»”

  1. Franco Billi ha detto:

    Lucio lo conosco bene. Sono cresciuto insieme a lui ho conosciuto i suoi genitori da sempre amici dei miei. Negli anni successivi al liceo non ho mai mancato di intonarlo ogni tanto X caso. È una persona sana X bene che ha deciso di mettere la sua vita a disposizione degli altri. Sono così sicuro della sua estraneità a quanto dicono coloro che lo hanno infangato in questi anni che il mio principale malessere è quello di non capire cosa c’è dietro queste vicende mediatiche che lo hanno coinvolto. Ho fiducia che prima o poi -grazie alle autorità competenti- si arrivi a fare chiarezza. Invito tutti ad essere prudenti sul giudicare gli altri; talvolta si fa il gioco di qualcuno che ha un secondo fine è senza remore approfitta di un clima favorevole intorno a certi temi.

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