domenica 27 settembre - Aggiornato alle 10:17

Perugia, sparatoria dopo furto in tabaccheria: ladro ucciso mentre fugge

Malviventi speronano auto, carabinieri e vigilante sparano. Cadavere in un’Audi con il lunotto in frantumi e fori di proiettile

Il corpo della vittima, con ancora i guanti presumibilmente utilizzati per la rapina, estratto dalla macchina-©Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Sparatoria con un ladro ucciso durante la notte tra mercoledì e giovedì a Ponte Felcino. È l’epilogo di un furto avvenuto in una tabaccheria alla periferia di Perugia: il cadavere dell’uomo, probabilmente un albanese, è stato trovato all’interno di un’Audi A6 Avant grigia abbandonata in via Radiosa, una strada secondaria del quartiere a circa 500 metri dal luogo del furto in via Messina.

CADAVERE IN AUTO: VIDEO – FOTOGALLERY

Colpo alla testa Il lunotto dell’auto era sfondato, l’albanese che ancora indossava un paio di guanti e il passamontagna per non essere riconosciuto dalle telecamere di sicurezza dell’esercizio commerciale svaligiato è stato ferito alla testa da un proiettile di pistola mentre era adagiato sul sedile posteriore. È quello il colpo mortale. Vicino al cadavere, nel bagagliaio, c’era la refurtiva: stecche di sigarette in uno scatolone, pacchi di gratta e vinci, soldi. Insieme agli arnesi da scasso, tra cui un piede di porco, nell’abitacolo è stato rinvenuto anche un documento di identità ma le operazioni per identificare la vittima sono ancora in corso.

VIDEO: TESTIMONE, TROVATO CADAVERE E CHIAMATO 113

Furto e allarme L’assalto alla tabaccheria è avvenuto intorno alle 4. I ladri, quattro in tutto, hanno forzato con un frullino il lucchetto della saracinesca e poi sono entrati facendo razzia nel negozio di Gabriella Furiani in via Messina. Dalla tabaccheria, che si trova tra una lavanderia self-service e un bar happy hour, vengono portate via sigarette, biglietti della lotteria e denaro dalle macchinette cambia monete. Suona l’allarme – è stato ricostruito – intervengono un agente della vigilanza privata e i carabinieri. Sono tutti armati. Ai ladri viene intimato di fermarsi ma la fuga è appena iniziata. L’auto dei metronotte si mette di traverso per tagliare loro la strada, fischiano le gomme, si sentono urla e colpi di pistola.

VIDEO: L’AUTO COL CADAVERE A BORDO

Il testimone: «Gli spari» «Stavo dormendo a quell’ora intorno alle 4 del mattino – racconta un testimone a Umbria24 che abita in una delle palazzine che si affacciano sulla rotonda nei pressi del ponte -. Ho sentito degli spari, più di uno, forse quattro o cinque. Inizialmente ho pensato allo scherzo di qualche ragazzaccio ma poi ho capito che si trattava di una cosa molto più seria».

LA MAPPA CON LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

La fuga della banda Non è ancora chiara la ricostruzione della fuga né la balistica degli spari esplosi in seguito allo speronamento dell’auto dei metronotte messa di traverso per interrompere la fuga dei ladri. Il proiettile manda in frantumi il lunotto dell’Audi, il ladro seduto dietro è gravemente ferito. Con l’adrenalina a mille l’uomo al volante sgomma e riesce a seminare gli inseguitori. Il ponte viene oltrepassato, la fuga prosegue lungo la strada principale che costeggia il Tevere finché l’Audi imbocca via Radiosa, vicino alla stazione ferroviaria, e ne vengono perse definitivamente le tracce. L’uomo al volante, non è chiaro se accompagnato da un terzo complice, molla l’Audi in mezzo alla stradina sulla quale si affacciano alcune villette e scappa a piedi.

Il corpo nell’auto Il corpo verrà ritrovato alcune ore più tardi. «Ho visto quell’auto col vetro rotto e ho chiamato il 113 pensando a un furto – ha raccontato un testimone al collega Maurizio Troccoli -. Ho visto il corpo di un uomo sul sedile posteriore e pacchi di sigarette». Un’altra testimone ha riferito, sempre a Umbria24, che la figlia stava andando al lavoro quando ha visto l’Audi e, insieme al primo testimone, si è affacciata vedendo l’uomo riverso sul sedile dietro con sangue sul volto e anche lei riferisce di sigarette e gratta e vinci sparsi sui sedili. Sul posto intervengono i carabinieri del reparto operativo accompagnati dal comandante provinciale Giovanni Fabi, i colleghi della squadra mobile, il pm Mara Pucci e il medico legale Sergio Scalise Pantuso.

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