domenica 17 febbraio - Aggiornato alle 18:56

Perugia, la partita a scacchi per diventare procuratore: strategie e alleanze

L’Umbria per Cantone è la prima scelta e se torna a fare il giudice libera in anticipo la presidenza dell’Anac. Ecco chi decide al Csm

L'ingresso della procura di Perugia (foto F.Troccoli)

di Enzo Beretta

Sarà una partita a scacchi quella che si giocherà per occupare la poltrona di procuratore di Perugia. Venti magistrati hanno presentato i loro curriculum per rimpiazzare l’attuale capo Luigi De Ficchy che il 2 giugno, quando avrà compiuto il 70mo compleanno, andrà in pensione. Sarà una partita a scacchi che dovrà necessariamente tener conto delle nomine di altri uffici giudiziari di primissima fascia come Roma, innanzitutto, Torino, Brescia e Salerno. Tre candidati a Perugia hanno fatto domanda anche nella Capitale per il post Pignatone – si tratta di Giuseppe De Falco (Frosinone), Francesco Prete (Velletri) e Alessandro Mancini (Ravenna) – ma le speranze sono ridotte al lumicino considerato il testa a testa tra il big palermitano Franco Lo Voi e il fiorentino Giuseppe Creazzo. Solo pochi giorni fa Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una foto del ministro Matteo Salvini mentre stringe la mano al procuratore siciliano che nei mesi scorsi gli aveva fatto recapitare la busta gialla con l’avviso di garanzia per il caso Diciotti.

Perché i rivali dovrebbero votare Cantone E’ senza dubbio il nome di Raffaele Cantone, in ogni modo, quello che desta più clamore nella lista dei pretendenti all’incarico di Perugia. Il magistrato napoletano, 56 anni, guida da quasi cinque anni l’Autorità nazionale anticorruzione, incarico che ha come scadenza naturale aprile 2020. «Non mi dimetto da presidente – sono le sue parole -. Dopo una lunga valutazione di carattere squisitamente personale tengo a precisare di aver presentato domanda al Csm per incarichi direttivi alle Procure di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone». Perugia è la priorità, l’ufficio più importante considerato l’articolo 11 e tutto ciò che comporta in termini di competenza territoriale e di peso politico. Cantone è legato ad Area – come l’attuale pg di Ancona Sergio Sottani che pur avendo requisiti e titoli ha preferito non presentare domanda da capo nella sua città – ma la decisione della sua eventuale nomina dipende in larga parte dai ‘rivali’ moderati. Unicost e Magistratura indipendente lo voterebbero? Ecco perché la partita non rimarrà confinata all’Umbria ma guarderà a Roma, Torino, Brescia e Salerno.

In aspettativa da cinque anni Una cosa è certa: se Cantone, punta di diamante dell’antimafia in Italia – è il nemico numero uno dei Casalesi e il cuore di Gomorra, le sue indagini lo costringono a vivere sotto scorta dal 2003 – dovesse rientrare in ruolo dopo cinque anni il suo ambitissimo posto all’Anac si libererebbe. Quanto peserà, al Csm, il fatto che dal 2014 è in aspettativa e non esercita le funzioni di giudice?

‘Uomo dell’anno’ e papabile al Quirinale Nella valutazione di Cantone peseranno di più i suoi indiscutibili successi contro la criminalità organizzata e le recenti battaglie contro la corruzione oppure i cinque anni fuori ruolo? Il magistrato di Giugliano, simbolo della lotta alla corruzione, era stato chiamato dall’ex premier Matteo Renzi a risollevare le sorti di un organismo che non aveva mai lasciato il segno. ‘Uomo dell’anno’ 2014 per L’Espresso, era stato indicato dal Sole 24 Ore perfino tra i papabili al Quirinale per occupare il trono di Giorgio Napolitano. Poi il governo è caduto e gli equilibri sono cambiati al punto che in una recente intervista al Corriere della sera ha dichiarato di essersi sentito «sopportato» dall’attuale esecutivo.

PERUGIA, DICIANNOVE NOMI ANCHE PER LA POLTRONA DI AGGIUNTO

Unicost su chi punterà? Nell’elenco dei candidati per il posto da procuratore capo di Perugia ci sono professionisti che non hanno mai abbandonato la toga come Prete, Giuseppe Borrelli della Dda di Napoli e Alessandro Cannevale (dal lontano 1981 non si è mai fermato ricoprendo, in ultimo, i direttivi di Urbino e ora Spoleto). Vengono considerati nomi forti, Unicost dovrà scegliere su chi puntare.

La Quinta commissione La decisione del Csm non arriverà a breve ma probabilmente tra giugno e luglio i componenti della Commissione per gli incarichi direttivi potrebbero aver ricevuto i pareri dei candidati da parte dei Consigli giudiziari. I componenti della Quinta commissione, presieduta da Gianluigi Morlini (Unicost), sono Emanuele Basile (avvocato, laico, in quota Lega), Piercamillo Davigo (fondatore e presidente di Autonomia e indipendenza), Mario Suriano (Area), Fulvio Gigliotti (M5s) e Antonio Lepre (Magistratura indipendente). In questo quadro rimane un’ultima grande incognita: l’eventuale emendamento che consentirebbe a Fausto Cardella di rimanere altri due anni alla guida della Procura generale. Lo scopriremo solo vivendo.

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