sabato 19 gennaio - Aggiornato alle 03:08

Perugia, incendio Gesenu a Ponte Rio: divieto di consumo di ortaggi e frutta nel raggio di 1 km

L'area di un chilometri intorno alla sede Gesenu

Si indaga intorno all’incendio divampato la sera del 2 giugno alla Gesenu a Ponte Rio. Si indaga in due direzioni: per risalire alle cause e per capire se i fumi che si sono sprigionati siano tossici ed abbiano perciò inquinato i dintorni della discarica.

Le cause Dai primi rilievi dei vigili del fuoco, effettuati nell’immediatezza, sembra che il rogo sia stato innescato nella zona dei due nastri trasportatori per motivi accidentali. Sono però in corso approfondimenti dal punto di vista tecnico, di raccordo con la polizia e, al momento, non si può escludere alcuna ipotesi.

Arpa Parallelamente c’è preoccupazione per l’aspetto ambientale. L’Arpa Umbria, con i propri tecnici, sta effettuando campionamenti sull’aria, i rifiuti, acqua, vegetali a foglia larga. I risultati dell’analisi di laboratorio saranno resi noti nei prossimi giorni.

FOTOGALLERY: L’INCENDIO

Divieti cautelativi In attesa di un preciso modello di ricaduta dei residui di combustione che sarà trasmesso nei prossimi giorni da Arpa, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, su richiesta della Usl Umbria 1, ha emesso un’ordinanza a titolo cautelativo e precauzionale finalizzata a prevenire eventuali danni alla salute pubblica. L’ordinanza prevede che, nel raggio di 1000 metri dalla sede del predetto incendio, coincidente con l’area meglio individuata nell’allegata planimetria, ci si attenga alle seguenti misure di carattere generale:

1) il consumo di prodotti coltivati può avvenire solo previo accurato lavaggio con acqua, associato a strofinazione delle superfici e, ove possibile, alla rimozione del rivestimento superficiale mediante spellatura o sbucciatura;
2) è fatto divieto di consumo dei prodotti coltivati nell’area individuata, da parte dei soggetti più a rischio, come bambini, donne in gravidanza e in allattamento;
3) è fatto divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei;
4) occorre provvedere al mantenimento degli animali da cortile in stabulazione chiusa, evitando il razzolamento e procedendo all’alimentazione mediante prodotti provenienti da altre zone;
5) è fatto divieto di pascolo;
6) è fatto divieto di utilizzo delle uova e di eventuali altri prodotti di origine animale derivati da animali a stabulazione libera;
7) è fatto divieto di utilizzo dei foraggi e dei cereali, per alimentazione animale, provenienti dall’area interessata, eventualmente esposti alla ricaduta dei residui di combustione.
Il provvedimento non prevede, ad oggi, un termine; dopo gli approfondimenti che saranno compiuti da Arpa ed in caso di esito positivo degli stessi, si valuterà di procedere all’eventuale revoca dell’ordinanza emessa.

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