martedì 19 marzo - Aggiornato alle 11:44

Perugia, 53 avvocati in corsa per entrare nel nuovo Consiglio dell’Ordine

Due fazioni tirano la volata a Falcinelli e a Tentori Montalto per la presidenza. Clima avvelenato. Ma è il momento di sotterrare l’ascia di guerra

di Enzo Beretta

Cinquantatré nomi per 21 poltrone nel Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Perugia. Sono scaduti stamani alle 12 i termini per la presentazione delle candidature in vista delle elezioni previste giovedì 24 e venerdì 25 gennaio. Gli iscritti – poco meno di 2.200 – potranno esprimere fino a 14 preferenze rispettando le quote di genere. Questo significa che nel nuovo Consiglio saranno almeno cinque le quote rosa.

Opposte fazioni Sono essenzialmente due i blocchi contrapposti sulla scia della ‘guerra’ consumata poche settimane fa nella quale ha avuto la meglio Carlo Orlando confermato al Consiglio nazionale forense. Il suo sfidante, Gianluca Calvieri, sentitosi «sfiduciato», quella stessa mattina ha rassegnato le dimissioni da presidente dell’Ordine perugino lasciando l’incarico ad interim a Michele Nannarone e consentendo al primo dei non eletti, Emilio Bagianti, di occupare seppur per poche ore la ventunesima casella. Due, dicevamo, le fazioni che tenteranno la volata nelle prossime elezioni, in qualche modo capeggiate da Stefano Tentori Montalto (membro del Consiglio, colonnello di Orlando) e Francesco Falcinelli (ex numero uno della Camera Penale vicinissimo a Laura Modena). Ai 14 indicati nelle rispettive liste ‘ufficiali’ se ne potrebbe dover aggiungere qualche altro ritenuto a loro ‘contiguo’. Viene poi il gruppuscolo di Ermes Farinazzo (per otto anni presidente dell’Aiga), una decina di iscritti legati agli ambienti delle associazioni – Camera civile, Movimento forense, Camere minorili – e altre candidature individuali di avvocati non schierati.

L’elenco dei 53 Sono ufficialmente candidati gli avvocati Luca Pauselli, Maria Cristina Ciace, Matteo Frenguelli, Marco Marmottini, Francesco Bianchini, Ermes Farinazzo, Rosa Petruccelli, Francesca Giovacchino, Anacleto Ferranti, Giuseppe Ferraro, Giovanni Tommaso Curzio, Laura Modena, Cristina Zinci, Mirca Sacchi, Daniela Casaccia, Michela Nocentini, Alessandro Bovari, Claudio Cimato, Ilaria Moretti, Pierpaolo Davalli, Fabrizio Domenico Mastrangeli, Nicola Mucci, Alessandra Ottaviani, Elena Cristofari, Stefano Tentori Montalto, Emilio Bagianti, Carlo Bizzarri, Massimo Brazzi, Francesca Brutti, Lino Ciaccio, Francesco Crisi, Vincenzo Maccarone, Paola Margiacchi, Laura Mariani Marini, Gabriele Minelli, Bruna Ronconi, Ilario Taddei, Maria Cristina Volpi, Mattia Masotti, Francesco Cerotto, Agnese Franceschini, Simona Garone, Cesare Carini, Paolo Palumbo, Maurita Lombardi, Nada Lucaccioni, Nicola Marcinnò, Mauro Carboni, Delfo Berretti, Francesco Maria Falcinelli, Egidia Guarducci, Marta Serpolla, Efisio Burreddu. Inevitabilmente tra i 53 candidati ci sono anche membri della Camera penale (nomi pesanti come Modena, Maccarone e Crisi) e civile (Masotti) i quali, in caso di elezione all’Ordine, potrebbero decidere di abbandonare il loro attuale incarico.

Le differenze con il vecchio Consiglio Quanti non si ricandideranno? Sono dodici coloro che hanno rinunciato anche in virtù di una sentenza delle Sezioni Unite riguardante gli ultimi due mandati: restano fuori il presidente ad interim Michele Nannarone (pronto a scendere in campo con Fratelli d’Italia alle prossime comunali di maggio), il segretario Francesco Vantaggiato, il tesoriere Delia Adriani, più gli altri nove consiglieri Aurelio Pugliese, Pierluigi Vossi, Andrea Annibali, Cristina Castellano, Luca Gentili, Francesco Gatti, Marco Piazzai, Vittorio Betti e Silvia Ceppi.

Dentro 2/5 dei candidati Calcolatrice alla mano entreranno nel nuovo Consiglio il 39,6 per cento dei candidati (21 su 53). Obbligo morale della nuova squadra sarà innanzitutto quello di provare a sanare la frattura che si è aggravata nell’ultimo periodo in occasione delle votazioni del Cnf. «Subito dopo il periodo di campagna elettorale – dice una fonte – ci si dovrà sedere attorno al tavolo di piazza Matteotti per lavorare tanto e insieme perché un’avvocatura spaccata è un’avvocatura debole». Anche per questa ragione sarà importante mettere da parte i veleni e sotterrare l’ascia di guerra con rinnovato spirito di collaborazione. Voteranno per la nomina di presidente i 21 consiglieri eletti e il numero uno verrà eletto a maggioranza con voto palese.

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