mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:03

Permesso di soggiorno con finte assunzioni: 23 alla sbarra, via a processo Open doors

Contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa dello Stato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Tribunale di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Contratti di lavoro domestici fittizi per rinnovare il permesso di soggiorno a cittadini stranieri, a volte anche pregiudicati, oppure fargli incassare l’indennità di disoccupazione o, ancora, assicurargli il ricongiungimento coi familiari. Sono ventitré gli imputati del processo Open doors, dal nome dell’indagine del 2016, che si è aperto giovedì mattina davanti al collegio del tribunale di Spoleto (presidente Padula, a latere Sdogati e Cercola), davanti al quale sembrano destinati a sfilare un gran numero di testimoni, oltre 40 soltanto quelli citati dalla procura della Repubblica, rappresentata in aula dai sostituti procuratori Patrizia Mattei e Michela Petrini, che contestano a vario titolo l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il falso. Il collegio, all’esito della complessa udienza filtro, ha ammesso le prove documentali delle parti, comprese le numerose intercettazioni che hanno segnato l’indagine congiunta di polizia e carabinieri di Foligno, mentre si è riservato sulla richiesta di patteggiamento reiterata dai legali di due imputati, su cui i sostituti in aula hanno confermato il parere contrario. In aula si tornerà a gennaio quando si inizierà ad ascoltare i testimoni della accusa, a cominciare dagli otto investigatori che hanno seguito le complesse indagini intorno all’agenzia di Foligno smantellata nel marzo del 2016, che operava con un meccanismo che gli inquirenti hanno ricostruito con indagini protrattesi per circa un anno. Agli stranieri venivano chiesti tra gli 800 e 1.500 euro a pratica, che serviva a ‘comprare’ un contratto di lavoro domestico fittizio utile a rinnovare il permesso di soggiorno, fargli incassare l’indennità di disoccupazione o assicurargli il ricongiungimento coi familiari. Ad assumere gli stranieri erano soggetti in grave difficoltà economica, oggi imputati nel procedimento, che si prestavano ad assumere badanti in cambio di 150 e 200 euro.

@chilodice

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