mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 18:53

Pellet contraffatto dall’Est Europa a Perugia e rivenduto in tutta Italia: maxi sequestro

Pellet

Duecentomila kg di pellet,  corrispondenti a 15 mila sacchi, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza. Sui sacchi erano stati apposti noti marchi di qualità contraffatti in violazione delle norme del codice penale poste a tutela del marchio di fabbrica. Altri circa 4 mila sacchi sono stati sequestrati invece per violazione delle norme del Codice del consumo – in quanto privi delle informazioni minime al consumatore – e circa 165 mila sacchi vuoti perché pronti per essere utilizzati per il confezionamento recanti l’indicazione di varie tipologie di pellet con loghi contraffatti, per una valore complessivo di oltre 100 mila euro. 

Black Wood L’operazione denominata «Black Wood» è stata condotta dai finanzieri della compagnia di Perugia e della tenenza di Gubbio, a Perugia e sull’intero territorio nazionale nei confronti di un’azienda del perugino con punto vendita anche nell’eugubino ed ha accertato il confezionamento e vendita di pellet per uso domestico, importato da paesi dell’Est Europa, in sacchi sui quali erano stati apposti noti loghi contraffatti relativi a marchi di certificazione di qualità molto prestigiosi e conosciuti a livello europeo, la cui apposizione costituisce per il consumatore garanzia di qualità e sicurezza del prodotto. I finanzieri hanno svolto accertamenti coinvolgendo circa 150 clienti/fornitori della società perugina e 79 reparti del Corpo operanti in 14 Regioni italiane.

La certificazione La gdf sottolinea come in Europa ed in particolare in Germania, opera un sistema di certificazione che rappresenta un indiscutibile punto di riferimento per i consumatori europei di pellet, ivi compresi quelli italiani. L’istituto accreditatorilascia l’autorizzazione ad utilizzare il marchio che è il comune consumatore garanzia di qualità e sicurezza del prodotto utilizzato a fini di riscaldamento. Nel caso accertato dai finanzieri di Perugia e Gubbio, invece, tale marchio veniva «fraudolentemente utilizzato dal commerciante umbro che lo apponeva senza che il pellet da lui commercializzato fosse stato sottoposto ad alcun esame di laboratorio. In tal modo il consumatore veniva tratto in inganno circa l’origine e qualità del pellet che acquistava ad un prezzo maggiorato proprio in ragione dell’indebita apposizione del marchio di qualità».

La denuncia Perciò, il commerciante perugino è stato denunciato alla procura della Repubblica di Perugia per le ipotesi di reato di contraffazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Inoltre gli è stata comminata una sanzione amministrativa di 1.032 euro per violazione dell’articolo 6 del Codice del consumo.

Lavoro nero ed evasione fiscale Per di più, nel corso dei controlli, i finanzieri hanno trovato un lavoratore totalmente in nero e riscontrata un’evasione  dell’Iva per 300 mila euro, 100 mila per costi non deducibili, 10 mila per Ires non versata e 5 mila per Irap, oltre a 31 mila euro per ritenute non versate.

Una replica a “Pellet contraffatto dall’Est Europa a Perugia e rivenduto in tutta Italia: maxi sequestro”

  1. Torno Subito ha detto:

    Quando pubblicate notizie come questa, dove si evince un danno alla comunità, sarebbe opportuno mettere nome e cognome di coloro che fanno queste truffe in moda che tutti i cittadini prendano le dovute precauzioni. E’ inutile creare allarme e poi lasciare che il tutto si risolva da solo e che questi continuano imperterriti ad agire.

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