martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:47

Passignano: a processo per truffa dipendente del Comune (che però non si costituisce parte civile)

Francesca Del Giacco a giudizio ma nel 2020. Il pm: anziché stare in ufficio andava nei negozi. Avvocato Vesi: mai sospesa, eventuali procedimenti disciplinari possono rimanere sospesi

L'avvocato Alessandro Vesi

di En.Ber.

Il gip di Perugia Margherita Amodeo ha rinviato a giudizio una dipendente del Comune di Passignano sul Trasimeno accusata di truffa. Per Francesca Del Giacco, 54 anni, accusata di essersi allontanata dall’ufficio per raggiungere centri commerciali, ipermercati, negozi e casa sua durante l’orario di lavoro, il processo inizierà il 22 gennaio 2020. Contro la donna, mai sospesa dal servizio, il Comune di Passignano non si è costituito parte civile.

La legge Madia Spiega il suo avvocato, Alessandro Vesi: «Il rinvio a giudizio non comporta effetti diretti su eventuali procedimenti disciplinari che possono rimanere sospesi fino all’esito. Sotto questo punto di vista il decreto di rinvio a giudizio non sposta nulla». La pubblica accusa è stata rappresentata in aula dal sostituto procuratore Paolo Abbritti che ha coordinato l’indagine del Corpo intercomunale di polizia municipale Trasimeno Nord-Est consentendo l’applicazione nella primavera del 2015 di un rilevatore Gps nascosto nell’utilitaria dell’indagata.

«Ingiusto vantaggio» di 532 euro Negli atti del pm vengono indicate «illecite timbrature» e false attestazioni della presenza in ufficio anche nella «fascia oraria di lavoro straordinaria». Stando ai conti del magistrato l’«ingiusto vantaggio patrimoniale» ammonterebbe a 532 euro.

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