mercoledì 24 luglio - Aggiornato alle 02:48

Ospedale di Terni, assolti i tre indagati nell’inchiesta per turbativa d’asta

Scagionati da ogni accusa sull’assegnazione da 250 mila euro. Dal Maso: «Con quel progetto infezioni ridotte del 20%»

di Massimo Colonna

Assolti i tre indagati nell’inchiesta mossa dalla procura della Repubblica a carico del direttore generale dell’ospedale Santa Maria di Terni, Maurizio Dal Maso, e di Riccardo Brugnetta e Andrea Lorenzoni, rispettivamente direttore amministrativo e responsabile degli affari generali dell’azienda ospedaliera. È quanto ha stabilito il gup del tribunale di Terni, Simona Tordelli, dopo che la procura nell’ultima udienza aveva chiesto l’assoluzione tramite il pubblico ministero Raffaele Iannella. Sul tavolo c’era l’accusa di turbata libertà degli incanti per l’affidamento diretto di un progetto da 250 mila euro. In una nota dall’azienda ospedaliera di Terni spiegano che «il progetto di sperimentazione realizzato con un’azienda lombarda, la 3M Italia, in realtà ha permesso al Santa Maria di ridurre, durante e a seguito della sperimentazione stessa, di oltre il 20 per cento le infezioni ospedaliere per i pazienti operati. Infezioni sensibilmente aumentate in Italia e che al Santa Maria di Terni, invece, si sono fortemente e stabilmente ridotte negli ultimi anni». Dopo la decisione del gup Dal Maso ha espresso «grande soddisfazione per la sentenza di proscioglimento, con cui si riconosce la correttezza con cui la Direzione aziendale ha operato perseguendo la sicurezza e la qualità delle cure per i pazienti, nel pieno rispetto delle normative vigenti».

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