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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 12:28

Ospedale Covid a Spoleto, Tar respinge sospensiva su ordinanza Tesei

La decisione: «Col Ppi non c’è pregiudizio per  collettività». Protesta in Regione e governatrice apre ad atto per garanzie su futuro

Il sindaco De Augustinis

di Chiara Fabrizi

Il Tar dell’Umbria ha respinto la richiesta di sospensiva del Comune di Spoleto sull’ordinanza 67 della presidente Donatella Tesei che ha riconfigurato temporaneamente il San Matteo degli infermi in ospedale Covid. La decisione è arrivata poco dopo la protesta davanti al consiglio regionale e l’incontro tra la governatrice e una delegazione di spoletini, coi quali si è assunta l’impegno di varare un atto di indirizzo della giunta regionale per garantire il ripristino dei servizi esistenti non appena sarà superata l’emergenza.

VIDEO: PROTESTA
VIDEO: ESITO INCONTRO CON TESEI

Tar respinge sospensiva su ordinanza Tesei Nel decreto firmato dal presidente del tribunale Raffaele Potenza si legge che «complessivamente non c’è pregiudizio per la collettività» a seguito del provvedimento e delle due disposizione del direttore sanitario della Usl 2 Camillo Giammartino. In particolare per il Tar l’istituzione di un Punto di primo intervento (Ppi), «sia pure non potendo (per oggettive ed evidenti ragioni) surrogare il pieno servizio di Pronto soccorso, costituisce una forte mitigazione del pregiudizio arrecato dalle altre misure impugnate, peraltro giustificato da una situazione di crescente e preoccupante emergenza epidemiologica da Covid 19, i cui ricoveri rappresentano in tutta evidenza situazioni da pronto soccorso».

TESEI: RIPRISTINEREMO SERVIZI

 «Col Ppi non c’è pregiudizio per  collettività» Per il Tar  un danno immediato alla collettività avrebbe potuto arrecarlo il primo ordine di servizio del ds Giammartino che comunicava la chiusura immediata seppur temporanea del Pronto soccorso per ragioni di pubblico interesse, ossia l’emergenza Covid. Tuttavia, rileva il presidente del tribunale nel decreto, «la stessa direzione sanitaria, evidentemente “re melius perpensa” (meglio valutata la situazione, ndr), con il secondo ordine si è preoccupata di istituire contestualmente il Punto di primo intervento nell’ospedale interessato, nonché di potenziare i servizi di trasporto e l’attività del 118». Da qui il respingimento della misura cautelare chiesta dal sindaco Umberto De Augustinis che avrebbe congelato gli effetti dell’ordinanza 67 e conseguentemente delle disposizioni della Usl 2.

@chilodice

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