giovedì 23 novembre - Aggiornato alle 18:02

Operazione ‘Trolley’, condanne fino a 10 anni. E alcuni imputati si pagheranno perfino il soggiorno in carcere

Perugia, droga e spari al panificio di Ponte Felcino. Ricostruito l’import di cocaina con il pullman dalla Calabria. Esclusa associazione per delinquere

Nel processo ‘Trolley’ cade l’accusa di associazione per delinquere ma per alcuni dei 22 imputati le condanne sono molto alte. Queste le pene inflitte dal gup Gaetano Mautone nel processo con rito abbreviato che ha consentito ai condannati di ottenere lo sconto di un terzo: Antonio Procopio 10 anni di reclusione e 45 mila euro di multa poiché ritenuto colpevole di tentata estorsione, porto illegale di armi tra cui un fucile, detenzione illegale di munizioni, minacce per aver esploso un colpo di fucile contro la vetrina di un panificio a Ponte Felcino, estorsione (di un assegno e di due cani), detenzione di carabina, fabbricazione di arma clandestina, incendio di una Volkswagen Passat con due bottiglie molotov, fabbricazione di ordigni, incendio di un’Audi A4, esplosione di colpi di arma da fuoco, spendita di banconote false, detenzione di cocaina nascosta negli ovetti Kinder e tentata violenza privata; Gregorio Procopio 5 anni e 30 mila euro di multa per aver confezionato dosi di cocaina in ‘palline’ e per aver avuto un ruolo nell’import di ‘neve’ dalla Calabria; Giuseppe Affatato 6 anni e 30 mila euro di multa per aver ceduto cocaina e aver fatto viaggiare la stessa sostanza su un bagaglio a bordo di un autobus dalla Calabria a Perugia. Erano tre i viaggi, secondo Mautone ne è avvenuto solamente uno.

LE RICHIESTE DI CONDANNA DELLA PROCURA DI PERUGIA

Le altre condanne Angelo Carè 4 anni e 20 mila euro di multa per questioni di droga; Tiziana Cerminara 4 anni e 20 mila euro di multa sempre per questioni di droga; Pasquale Di Molfetta 4 anni e 20 mila euro di multa per questioni di droga; Diego Mangialasche 4 anni e 20 mila euro di multa per droga; Adelusa Ichim 4 anni e 20 mila euro di multa ancora per droga; Lulzim Resuli 4 anni e 20 mila euro di multa per fatti di droga, Salvatore Saverio Petrozza 4 anni e 20 mila euro di multa sempre per fatti di droga; Benedetta Lucaroni 4 anni e 800 euro di multa per tentata estorsione, per aver messo in circolazione banconote contraffatte, concorso nella realizzazione di armi da guerra, tentato incendio, detenzione di fucile calibro 20; Krasimir Krumov 3 anni e 4 mesi più 800 euro di multa per incendio e detenzione di bottiglie incendiarie; Salvatore Le Rose 1 anno e 8 mesi più 400 euro di multa per detenzione di armi; Sara Castellani 1 anno e 4 mesi più 300 euro di multa per aver detenuto e messo in circolazione banconote contraffatte da 20 e 50 euro. Infine Monia Angelini 8 mesi per minacce.

INTERCETTAZIONE: L’INCONTRO COL CAPO DI CIRO’

Il giudice: paghino le spese del carcere Mautone, che ha interdetto in perpetuo dai pubblici uffici Affatato e i due Procopio ha inoltre condannato al “pagamento delle spese processuali” e a quelle di “mantenimento in carcere durante la custodia cautelare” undici imputati. Si tratta di Giuseppe Affatato, Angelo Carè, Tiziana Cerminara, Diego Mangialasche, Saverio Salvatore Petrozza, Antonio Procopio, Gregorio Procopio, Krasimir Krumov, Salvatore Le Rose e Benedetta Lucaroni. Anche per loro era stata ciaramente richiesta la condanna dal pm Gemma Miliani. Interdetti dai pubblici uffici per cinque anni invece Carè, Cerminara, Di Molfetta, Mangialasche, Ichim, Resuli, Petrozza, Krumov e Lucaroni. Il presidente del tribunale penale ha anche ordinato la “confisca e distruzione della sostanza stupefacente in sequestro, delle armi e delle munizioni”. Antonio Procopio – è spiegato nel dispositivo della sentenza – dovrà risarcire il danno alle parti civili costituite versando, intanto, una provvisionale di 30 mila euro, più altri 30 mila “in solido” con Krumov. “Non luogo a procedere per Toni Dedej e Marouen Raouahi, accusati di aver ricevuto nel 2013 ‘palline’ di cocaina e di aver fatto parte di un’associazione che trafficava cocaina. “Il fatto non sussiste”.

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA: LA CRISI FAVORISCE L’INSEDIAMENTO DEI CLAN

Le assoluzioni: ‘il fatto non sussiste’ Affatato, ritenuto dalla Procura responsabile di aver trasportato più carichi di cocaina sempre a bordo di un trolley, è stato assolto per due presunti viaggi e dall’accusa di essere il “promotore” dell’ipotizzata associazione costituita per “commettere una serie indeterminata di delitti di detenzione, trasporto e cessione di cocaina”. Il capo d’accusa numero 42 coinvolgeva nove imputati – Affatato, i due Procopio, Cerminara, Di Molfetta, Petrozza, Carè, Mangialasche e Raouahi – ma sono stati tutti assolti. Come sono stati assolti Fortunato e Pierluigi Cucci da un altro episodio di detenzione di droga (“fatto non sussiste”), stessa sorte toccata anche a Flavio e Guido D’Alfonsi (anche in questo caso “il fatto non sussiste”). Assolti da altri episodi di spaccio Mangialasche e Petrozza mentre Mirco Angelini è innocente per quel che riguarda la detenzione di una carabina e la fabbricazione di un’arma clandestina. Assolta Monia Angelini dall’accusa di aver detenuto illegalmente a casa sua due pistole “non meglio individuate che si procurava al fine di commettere atti violenti ai danni della Lucaroni”. Quest’ultima scagionata dall’accusa di minacce e porto di fucile Beretta in luogo pubblico. Anche Ammar Cheriet è stato assolto: dal reato di spendita di monete false. Assolti anche Antonio e Gregorio Procopio da un paio di viaggi finiti sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia (il primo anche dalla dalla detenzione di fucili), Bilbil Basha dall’accusa di furto in abitazione e detenzione di fucili e Krumor da un’ipotizzata detenzione di armi.

UMBRIA: AGENZIA DEL CRIMINE IN NOME DEGLI AFFARI

I legali impegnati in aula Gli avvocati coinvolti nel processo sono Daniela Paccoi, Guido Rondoni, Donatella Panzarola, Christian Giorni, Luigi Falcone, Luigi Scaramuzzino, Antonio Cozza, Angelo Lonero, Luca Maori, Angelo Frioni, Elena Ferrara, Rita Urbani, Giovanna Mirella Anania, Nicola Caporali e Camillo Carini.

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