venerdì 20 luglio - Aggiornato alle 22:28

Terni, operazione Spada: Piacenti libero ma sospeso da pubblici uffici

Revoca dei domiciliari anche per Montalbano Caracci e Camporesi, ma per assessore e consulente scattano le interdizioni

 

Torna in libertà l’assessore al bilancio del Comune, Vittorio Piacenti D’Ubaldi ma il gip Federico Bonagalvagno lo sospende dai pubblici uffici egli impone l’obbligo di dimora a Terni con autorizzazione a recarsi ad Avigliano Umbro, dove ha il suo studio professionale mentre non può accedere agli uffici del Comune né delle partecipate. Quanto all’ipotesi di dimissioni, visto che non può esercitare l’incarico a Palazzo Spada, è probabile che d’accordo col suo legale attenda il Riesame e, non a caso, la riunione Pd per fare il punto su questa vicenda e sull’eventuale rimpasto di giunta è stata posticipata al 16 gennaio quando è atteso il pronunciamento del tribunale.

RIMPASTO DI GIUNTA, IPOTESI AZZERAMENTO

Vittorio Piacenti D’Ubaldi e Roberto Camporesi Arresti domiciliari revocati anche a Roberto Camporesi nell’ambito dell’operazione Spada con cui la procura ha messo sotto la lente sei consulenze sospette affidate dalle partecipate comunali Terni Reti e Farmacie Terni proprio al commercialista riminese. Il giudice ha così accolto le richieste della procura che non ritiene comunque superato il rischio di reiterazione dei reati (turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente). Per questa ragione sono scattate misure interdittive anche nei confronti del consulente: non può esercitare il suo lavoro e gli è stato imposto il divieto di dimora a Terni. Domiciliari revocati senza alcun provvedimento aggiuntivo invece per l’ex amministratore unico di Terni Reti, Vincenzo Montalbano Caracci che ha subitomollato il posto al vertice della partecipata e fatto i bagagli al termine dell’interrogatorio di garanzia per tornare in Sicilia, sua terra d’origine.

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Spada bis Sei consulenze in cinque anni per circa 150 mila euro affidate illegittimamente dal Comune di Terni o dalle società municipalizzate Farmacie e Terni Reti al commercialista romagnolo Roberto Camporesi, definito «il dominus, il vero ufficio comunale delle società partecipate del Comune di Terni». Questo il cuore dell’inchiesta del procuratore capo Albergo Liguori e del sostituto Marco Stramaglia, ma il lavoro della procura comunque non sarebbe ancora terminato: gli investigatori starebbero vagliando anche altri incarichi.

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