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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 16:03

Operazione ‘Quarantena’, gli spacciatori intercettati: «Duemila euro in sei giorni»

Interrogatori di garanzia per i cinque ragazzi arrestati a Terni dai carabinieri: «Vado a Pavia a prendere un caffè»

di Massimo Colonna

«Dal 3 al 9 giugno ho guadagnato 2.100 euro». Fanno i conti i cinque ragazzi di origine albanese arrestati dai carabinieri di Terni nell’ambito dell’operazione ‘Quarantena’, messa in campo contro lo spaccio di stupefacenti. Dall’ordinanza di 41 pagine firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni, Barbara di Giovannantonio, emergono nuovi particolari su come si era organizzata la banda. Come i viaggi a Pavia per «prendere solo un caffè», come spiega uno del gruppo mostrando in realtà agli altri «sostanza stupefacente».

La banda al lavoro: le immagini

Le indagini Attraverso intercettazioni e sistema di posizionamento dei telefoni, gli inquirenti hanno ricostruito i metodi utilizzati dai cinque. L’attenzione dei carabinieri si è concentrata in particolare sulle conversazioni che avvenivano al telefono e al tavolo della loro base operativa, una abitazione a Collescipoli, su cui effettuavano i confezionamento della droga e si dividevano i compiti. Da lì poi erano organizzati anche diversi viaggi: a Pavia per l’approvvigionamento della sostanza, anche se poi il ragazzo che rientra spiega di essere andato «solo a prendere un caffè», mostrando però ai presenti la droga appena presa; oppure «a Spoleto», «al parcheggio del supermercato», «davanti ai cancelli di quell’azienda». Tutti spostamenti poi verificati dagli inquirenti con le celle telefoniche.

Gli interrogatori nella giornata di lunedì intanto andranno in scena gli interrogatori di garanzia per i cinque arrestati. Sarà quella la prima occasione per loro, insieme agli avvocati difensori, di esporre la propria versione dei fatti davanti al giudice per le indagini preliminari e al pubblico ministero.

Twitter @tulhaidetto   

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