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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 18:17

Operaio morto travolto dal treno, 2 incidenti in poco tempo. Sindacati: «Condizioni altamente pericolose»

L’appello a Rfi affinché le ditte appaltatrici assicurino misure di sicurezza e formazione degli addetti

Non conoscono le carte, la ricostruzione di quanto accaduto, i sindacati e, non lo negano, tuttavia hanno qualche ragione per ritenere che le condizioni di lavoro sul cantiere in cui è morto Aniello Alaia, di 58 anni sono sono «altamente pericolose» e il bilancio «inaccettabile». Redigono un documento comune i sindacati di Cgil, Cisl, Uil, Fast e Orsa, con cui chiedono a Rfi, di controllare e vigilare sulle condizioni in cui questi lavoratori svolgono le proprie mansioni. Più volte abbiamo segnalato – scrivono – il fatto che i lavoratori di alcune ditte «sono costretti ad operare con scarsa professionalizzazione o con ritmi eccessivamente elevati e prolungati senza un adeguato recupero psicofisico».

L’appello La tragedia si è consumata martedì, Aniello Alaia era a lavoro per la posa di alcuni cavi nelle canaline che scorrono affianco del tracciato. E’ accaduto in località Ponticelli, nel Comune di Città della Pieve, lungo la rete ferroviaria Roma – Firenze. Il drammatico incidente avviene – ricordano i sindacati – «a distanza di qualche settimana da un altro evento, ancora una volta, nel nostro territorio». E’ «assolutamente inaccettabile – aggiungono i sindacati – che, a distanza di poco tempo, nel territorio di competenza della Doit Firenze, in territorio Umbro, si siano verificati due incidenti di tale gravità, durante lo svolgimento di lavorazioni in ambito ferroviario». Sottolineano inoltre il fatto che «entrambi gli incidenti hanno interessato lavoratori appartenenti a ditte esterne». A tal proposito «più volte abbiamo segnalato il fatto che i lavoratori di alcune ditte sono costretti ad operare con scarsa professionalizzazione o con ritmi eccessivamente elevati e prolungati senza un adeguato recupero psicofisico». Oltre a chiedere l’osservanza delle misure di sicurezza sollecitano garanzie circa il fatto che i «lavoratori siano in possesso delle abilitazioni necessarie, siano adeguatamente formati ed informati sulle corrette procedure applicative, abbiano fruito del riposo minimo di legge». I sindacati lamentano che l’attività di manutenzione della rete ferroviaria «si dimostra essere una attività altamente pericolosa»

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