lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 04:16

Omicidio Raggi, l’assassino condannato a 30 anni. Famiglia: «In Italia si va in carcere, non è paese dei balocchi»

Aziz torna in carcere

di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Trent’anni di reclusione per aver ucciso un ragazzo senza nessun motivo. Per aver ucciso con un pezzo di vetro un ragazzo, che in una notte dello scorso marzo in una piazza della movida ternana, si trovava nel posto sbagliato e al momento sbagliato. Amine Aassoul detto Aziz – che da subito finì agli onori della cronache nazionali perché non doveva stare in Italia dopo che gli era stata rifiutata la richiesta di asilo politico – è stato condannato per l’omicidio volontario di David Raggi dal gup Simona Tordelli, che ha accolto in toto la richiesta della procura di Terni.

Sentenza in aula attesa e pronuncia: fotogallery
Amici di David contro mezzo penitenziaria: video

Omicidio Raggi, l’assassino condannato a 30 anni Aziz ha ascoltato la lettura della sentenza, arrivata alle 15.15,  in silenzio, poi è stato riportato dagli agenti della penitenziaria nel carcere di Spoleto, dove era già detenuto come misura cautelare per aver ucciso brutalmente David il 12 marzo scorso in piazza dell’Olmo, quando senza alcun motivo gli aveva conficcato lo stelo di un bicchiere nel collo, strappandolo per sempre alla sua vita, alla famiglia che amava più di ogni altra cosa e a tutti i suoi amici mentre era ancora nel fiore degli anni. Aziz in aula ha chiesto di prendere la parola una volta soltanto per un intervento brevissimo: «Non ricordo niente, se ho commesso scusatemi». Il nordafricano con un passato di scorribande violente, sia all’arrivo in tribunale martedì mattina che all’uscita alcune ore dopo, è stato bersagliato dagli amici di David, alcuni dei quali lo hanno insultato. Colpito un paio di volte anche il blindato della penitenziaria che lo ha riportato a Spoleto, ma la rabbia e l’immenso dolore degli affetti del ventisettenne ucciso restano incolmabili. 

La lettura della sentenza: video
Reazioni: parla Diego Raggi

La sentenza «In nome del popolo italiano». Sono le 15:15 quando il gup Tordelli entra nell’aula 316 del tribunale di Terni per pronunciare la sentenza che familiari e amici di David, ma anche il pm e i legali di difesa e parti civile attendono. E il tempo di far uscire Aziz dalla cella di sicurezza che il giudice conforma le previsioni: Amine Aassoul è condannato a 30 anni e riconosciuto colpevole di omicidio volontario, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il gup ha in sostanza accolto in pieno le richieste del pubblico ministero Pesiri col ventinovenne marocchino anche interdetto in modo perpetuo ai pubblici uffici e all’interdizione legale durante lo sconto della pena. Inoltre Aziz, ha stabilito il giudice, dovrà lasciare il territorio nazionale appena terminata la condanna.
Parla l’avvocato della famiglia Raggi: il video
L’arrivo di Aziz in tribunale: fotogallery

Risarcimenti La sentenza stabilisce anche i risarcimenti per le parti civili, ossia la famiglia e il Comune di Terni formalmente nella persona del sindaco. Le cifre saranno poi definite in sede cvile, ma le provvisionali fissate ora parlano di 150 mila euro per il padre Walter e la mamma Bruna e 100 mila euro per il fratello Diego. Serviranno poi i canonici sessanta giorni al giudice per depositare le motivazioni della sentenza.

La rabbia degli amici di David: video
TUTTO SULL’OMICIDIO DI DAVID RAGGI

Diego dopo la sentenza A parlare dopo la condanna a 30 anni è Diego Raggi che dai giorni immediatamente successivi all’omicidio del fratello fino a martedì mattina in tribunale, quando ha calmato gli amici di David furibondi verso Aziz, ha dato prova di grande forza: «Vorrei ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini – ha spiegato Diego dopo aver abbracciato l’avvocato Massimo Proietti – perché credo che questa sia una vittoria di tutti. Per noi è una piccola vittoria, ma credo sia importante affinché si capisca che in Italia si viene condannati e non è il paese dei balocchi». A parlare è anche l’avvocato Proietti: «Siamo di fronte a una sentenza equilibrata e giusta – afferma – che riprende in maniera sostanziale la convalida dell’arresto firmata dal gip Maurizio Santoloci subito dopo l’omicidio. Siamo soddisfatti, non ci interessa il risarcimento, anche se non lo avremo mai non conta».

Il sindaco Sulla condanna dell’assassino di David è intervenuto anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo: «Ancora una volta – ha scritto – mi ritrovo nelle parole della famiglia di David Raggi, che sottolinea l’importanza di una sentenza che porta giustizia. Una famiglia che è stata esemplare nel chiedere l’applicazione della legge, nel respingere ogni tentativo di esasperazione e di generalizzazione. Una famiglia che anche oggi in una giornata di grande sofferenza ha chiesto di contenere ogni reazione, di evitare ogni eccesso, ponendosi come modello di comportamento per tutti noi. La morte di Davide è una ferita profonda, un atto che non ha nulla a che vedere con la storia di Terni, con i suoi valori, con il suo modo quotidiano di vivere. La magistratura si è espressa in maniera chiara ed inequivocabile. Come ha detto la famiglia è una piccola vittoria, è comunque una vittoria di tutti coloro che credono che la convivenza debba essere un valore. Resta il grande dolore per la perdita di una giovane vita, per la scomparsa assurda di un ragazzo perbene, carico di umanità, di valori, di positività, nella speranza che quanto avvenuto sia motivo di riflessione per tutti sul valore della vita».

Twitter @tulhaidetto e @chilodice

 

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