lunedì 10 dicembre - Aggiornato alle 22:51

Perugia, donna strangolata a letto. Il figlio confessa: «L’ho uccisa io». Arrestato

Ofelia Tiburi soffocata nella sua casa a Montelaguardia. Luciano Naticchi è accusato di omicidio volontario

Luciano Naticchi durante l'arresto

di Redazione Umbria24

Ha ucciso la madre, Ofelia Tiburi, 79 anni, strangolandola nel letto. Poi ha chiamato i carabinieri. Luciano Naticchi, 59 anni, è stato arrestato in queste ore dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario. L’omicidio è avvenuto nella prima mattinata di oggi, tra le 7 e le 8, in un appartamento al secondo piano di via delle Ghiande 88 a Montelaguardia, frazione di Perugia. I militari si sono subito portati sul luogo dell’omicidio. Anche il pubblico ministero Annamaria Greco e il medico legale Laura Paglicci Reattelli hanno raggiunto il posto.

IL VIDEO DELL’ARRESTO
TUTTE LE IMMAGINI: LA CASA E L’ARRESTO

Indagini in corso I militari hanno trovato l’anziana donna senza vita e il figlio, Luciano Naticchi, che aveva chiamato per denunciare quanto accaduto e confessare di esserne stato l’autore. La povera vittima di questo atroce omicidio, Ofelia Tiburi, era vedova. Suo marito è morto d’infarto l’anno scorso, nel garage di casa. Restano da comprendere le cause del gesto violento avvenuto a Montelaguardia. Tra le ipotesi anche quella del movente economico. Stanotte – si apprende da fonti inquirenti – madre e figlio avevano trascorso la notte nello stesso appartamento anche se normalmente non vivevano insieme. E’  terminato l’interrogatorio dell’indagato nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri. Naticchi, assistito dall’avvocato Francesco Falcinelli, è accusato di omicidio volontario e ha fornito la propria versione dei fatti agli organi inquirenti tralasciando qualche dettaglio probabilmente a causa del proprio stato confusionale.

Chi sono i due In tanti nella zona dove viveva conoscevano Ofelia perché era una donna descritta come particolarmente attiva e amabile. C’è chi la ricorda perché portava le uova fresche delle galline e chi la ricorda mentre lavorava la legna per scaldare casa. Insomma viene descritta come una donna energica, anche se aveva sofferto per la scomparsa del marito. Il figlio, Luciano Naticchi, presunto reo confesso, è sposato e padre di due figli, un ragazzo e una ragazza. Dalle prime informazioni raccolte sembra che l’uomo soffrisse di depressione. Nel corso degli anni aveva svolto diversi lavori: un negozio di scarpe in centro, poi una ferramenta a Santa Sabina, quindi diversi altri lavoretti saltuari. Ora è in pensione. Del caso si occupa il pm Greco, lo stesso magistrato che si è occupato, sempre a Perugia, dell’omicidio di via Oberdan, dove, anche in quel caso l’assassino ha confessato, telefonando alle forze dell’ordine.

La vicina: «Sentito solo campanello» «Increduli» si definiscono i vicini di casa della famiglia. «Lui è un tipo molto riservato, qui non ci sono mai stati problemi. Io non ho sentito assolutamente nulla stamattina, solo un lungo suono di campanello, magari erano i carabinieri. Li vedevo sempre rientrare insieme e lei era una signora molto buona e disponibile». Per il condominio si trattava di un punto di riferimento: «Lei – continua la vicina – si occupava anche della pulizia degli spazi comuni. Mi ricordo suo marito, morto l’anno scorso; insieme erano un vero e proprio presidio di questo palazzo e coltivavano come altri condomini i piccoli appezzamenti che ci sono qui dietro, dove tenevano anche qualche gallina. Dopo la morte di lui non si era piegata, continuando a fare la vita di sempre». Secondo quanto riferito dalla vicina, la moglie di Naticchi lavora come ausiliaria nella scuola elementare di Montelaguardia: «Non credo – racconta – che avessero particolari problemi. Ci interroghiamo tutti su quanto successo».

 

 

Una replica a “Perugia, donna strangolata a letto. Il figlio confessa: «L’ho uccisa io». Arrestato”

  1. Rita ha detto:

    Bisogno accogliere l’invito della Madonna a Fatima e consacrare al Suo Cuore Immacolato e al Sacro Cuore di Gesù tutte le nostre famiglie prima che sarebbe molto tardi
    Pace

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