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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 12:15

Omicidio nel cortile della caserma dei carabinieri: Armeni condannato a pagare anche il proiettile del mitra

La Corte dei Conti gli chiede 53mila euro (dopo i 18 anni di carcere ricevuti in tribunale per l’uccisione di Lucentini)

Armeni durante i funerali di Lucentini

L’ex carabiniere Emanuele Armeni, condannato a 18 anni per aver ucciso con un colpo di mitra Beretta M12 il collega Emanuele Lucentini nel cortile della caserma di Foligno nel maggio 2015, è stato condannato dalla Corte dei Conti dell’Umbria a risarcire con 53 mila euro l’Arma e il Ministero.

Corte dei Conti Secondo i giudici contabili ha arrecato un danno al Ministero della Difesa – Arma dei Carabinieri pari a 38 mila euro per equo indennizzo corrisposto alla vedova, ottomila per spese funebri pagate dall’Arma, duemila per sussidio urgente alla vedova; quasi duemila per emolumenti retributivi corrisposti dopo il decesso; tremila per le spese di formazione del deceduto sostenute dall’Arma, 530 per il costo delle due pistole mitragliatrici Beretta M/1252 di dotazione, confiscate a seguito del fatto; 0.19 centesimi per il costo del proiettile sparato; undici euro euro per gli altri proiettili rimasti nei caricatori delle due armi sequestrate; 20 euro per i cento proiettili usati nelle prove balistiche effettuate per accertare la dinamica del fatto ai fini della responsabilità
penale.

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